Si è spento il signore del torrone: morto a 98 anni Corrado Farroni

2 Febbraio 2023

Capostipite della famiglia che porta avanti la storica azienda Sorelle Nurzia. Il cordoglio del sindaco Il ricordo del figlio Carlo: «Era un aquilano Doc, esempio per i giovani. Per lui il lavoro era passione»

L’AQUILA. Per tutti era don Corrado. Un uomo d’altri tempi, signorile ed elegante. Ma, soprattutto, un imprenditore vero, che al lavoro nella fabbrica di torroni ha dedicato un’intera vita. Corrado Farroni, capostipite della famiglia che porta avanti l’azienda Sorelle Nurzia, famosa proprio per il tradizionale torrone aquilano tenero al cioccolato, si è spento ieri mattina, all’età di 98 anni. Custode dell’antica tradizione, di quella “ricetta segreta”, tramandata di padre in figlio, alla base di un prodotto unico conosciuto e apprezzato nel mondo.
LA STORIA
Proprietario di una catena di alimentari, nel 2014 Corrado Farroni ha deciso di rilevare una parte dell’azienda Sorelle Nurzia, dove era entrato già negli anni Cinquanta. A quel tempo, la storica fabbrica aquilana, che oggi si trova a Bazzano, era nel cuore della città, alla Villa comunale. «La fabbrica fu acquisita da nonna Maria, la mamma di mio padre», ricorda il figlio Carlo, «moglie di Agostino Farroni, molto conosciuto all’Aquila. Papà è cresciuto in quell’ambiente, si è dedicato tutta la vita all’azienda del torrone dove lavorava insieme a Mario Pasqualucci, marito di Ada Nurzia». Una vita spesa per il famoso torrone aquilano. Esportato, oggi, in tutto il mondo. «Per lui è stata una passione vera e propria», dice Carlo, «custodiva con dedizione la ricetta del torrone tenero al cioccolato Sorelle Nurzia. Amava curare ogni dettaglio, dalla lavorazione del torrone al confezionamento. Il Canada è il paese straniero dove si consuma più torrone Sorelle Nurzia perché c’è la più grande comunità di abruzzesi nel mondo: circa 30 anni fa avevamo una confezione di torrone che poteva essere affrancata e spedita, si chiamava Nurzia nel mondo». Quello Nurzia è stato il primo torrone tenero al cioccolato d’Italia, una rivoluzione nel settore dolciario rispetto al classico torrone bianco e duro, con le mandorle. Una storia antichissima che affonda le radici tra il 1700 e il 1800.
AQUILANO DOC
L’Aquila nel cuore, le passeggiate con gli amici in piazza Duomo, dove la madre aveva anche un negozio di biancheria per corredo, le passeggiate in campagna per raccogliere funghi. «Papà era molto conosciuto e stimato in città, benvoluto da tutti», dice Carlo Farroni, «aveva un carattere allegro, amava stare con i giovani. Era profondamente onesto nel suo lavoro e nel rapporto con gli altri, proprio per questo veniva chiamato in città don Corrado, al tempo in cui il don era indice di signorilità». Farroni aveva un rapporto particolare coi giovani «per i quali era un’attrazione per la sua indole espansiva, solare e per le tante attività svolte all’interno del tessuto sociale», dichiara Carlo, «quasi tutte le mattine, da aquilano Doc, faceva una passeggiata in piazza Duomo con gli amici di sempre». Una foto sul quotidiano La Nazione lo ritrae mentre partecipa attivamente ai moti degli anni Settanta per L’Aquila capoluogo. È stato fondatore della Confraternita dei devoti di Sant’Agnese e nel 1976 ne è diventato priore. Amava le tradizioni.
IL CORDOGLIO
Con Corrado Farroni se ne va un pezzo di storia importante della tradizione dolciaria aquilana e dell’intera città. «A nome della municipalità e a titolo personale esprimo sincero cordoglio per la scomparsa di Corrado Farroni», il messaggio di cordoglio del sindaco Pierluigi Biondi, «ci lascia un protagonista di un’importante stagione imprenditoriale della nostra città, fondatore di uno dei marchi storici di questa terra, che non ha mai lesinato impegno e passione anche al di fuori della sua attività lavorativa in favore della comunità». Corrado Farroni lascia la moglie Concetta, detta Cettina, i figli Domenico e Carlo e le nipoti Benedetta e Paola. I funerali si terranno oggi, alle 15, nella basilica di Santa Maria di Collemaggio.
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