«Sicurezza per i nostri bimbi»

Le madri al Comune: che fine hanno fatto le promesse elettorali sulle Corradini-Fermi?
AVEZZANO. Preoccupate dopo le parole del presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, al Centro: «Per le scuole con indice di rischio sismico inferiore allo 0.4 il discernimento del sindaco non può che elaborare una certa decisione, cioè la chiusura». Preoccupate dopo la scossa di 3.7 con epicentro fra Scurcola Marsicana e Poggio Filippo di Tagliacozzo alla vigilia della ripresa delle lezioni. Preoccupate dopo che un ricorso al Tar sta bloccando la costruzione del nuovo edificio.
Alcune madri di alunni che frequentano l’istituto Corradini-Fermi-Mazzini tornano a sollecitare soluzioni per garantire la massima sicurezza. Ricordano che la prima verifica risale al 2012 e «riportava un indice di vulnerabilità pari allo 0.149» e «mentre si procedeva a sistemare o rifare altre scuole, per questa c’era sempre una nuova verifica da fare, una nuova correzione dell’indice di vulnerabilità, fino ad arrivare all’ultima relazione, quella dell’Enea, che riporta un valore dell’indice pari allo 0.35. Valore tra l’altro scaturito non tenendo conto delle reali caratteristiche dei materiali della struttura, ma utilizzando valori indicati dalla normativa vigente».
L’istituto del centro risale al Ventennio fascista e accoglie attualmente 1.400 fra bambini, insegnanti e personale. Gran parte della scuola dovrebbe essere traslocata in un nuovo campus da realizzare in via Puglie (ex deposito Scav). Le madri, con un appello al sindaco Gabriele De Angelis, pongono l’accento su un altro problema: «Le indagini geognostiche eseguite hanno individuato la presenza di un deposito suscettibile di liquefazione, di cui però la relazione dell’Enea non ne ha tenuto conto, sostenendo che bisognerebbe eseguire degli interventi di miglioramento specifici».
E aggiungono: «Anche se avessimo voluto prendere per buono un valore di vulnerabilità pari allo 0.35, eravamo ben consapevoli dell’alta vulnerabilità della struttura in caso di sisma, visto che solo l’unità rappresenta la rispondenza alle attuali norme antisismiche».
Le madri ricordano le battaglie intraprese lo scorso anno, quando a gran voce si chiese uno spostamento provvisorio o l’arrivo di Moduli provvisori (Musp). «Ed è proprio su questo che è stata fatta una grande campagna elettorale con tanto di riunioni e convegni e sopratutto promesse», sottolineano. Ricordando ad esempio il battagliero impegno di Felicia Mazzocchi, attuale assessore al Bilancio.
«I nostri figli sono tornati nella stessa scuola, senza che nulla sia cambiato», riprendono le mamme, «viene da chiedersi dove sono gli uomini e le donne della politica che solo un anno fa, insieme a noi e a gran voce, chiedevano una soluzione. Cosa hanno fatto oggi che hanno la possibilità di amministrare? Erano tutte promesse elettorali? Pare che adesso siamo in presenza di una struttura diventata da insicura a perfettamente sicura, tanto da richiedere solo interventi di manutenzione all’impianto di riscaldamento. Siamo stanche e deluse».
La replica è affidata a Felicia Mazzocchi. «Siamo pronti a incontrare le mamme», sottolinea la rappresentante della giunta De Angelis, «molti elementi, rispetto al periodo convulso che si è avuto dopo il terremoto di Amatrice, sono cambiati ed è stata fatta chiarezza sugli indici di vulnerabilità. Insieme all’assessore all’Edilizia scolastica, Fabrizio Ridolfi, stiamo facendo il possibile per portare a compimento i piani per la ricostruzione delle scuole e per accelerare sui tempi. Sono esattamente due mesi che ci siamo insediati e stiamo facendo il possibile, ma le attività scolastiche dovevano essere programmate da chi, a giugno, ci ha lasciati».
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