Sigilli alla casa della ’ndrangheta
Tocca anche l’Aquilano l’indagine romana sulle infiltrazioni mafiose
ROCCA DI CAMBIO. Maxisequestri di immobili contro la ’ndrangheta sono stati eseguiti dalla divisione anticrimine della polizia di Roma in molte zone nell’ambito dell’operazione denominata “Giù le mani”. Il valore complessivo degli immobili è di 120 milioni di euro. La pervasività nel tessuto economico e i rilevanti interessi imprenditoriali sono emersi, oltre che a Roma, prevalentemente nei centri poco distanti, nell’area della Tiberina e della Flaminia, quali Rignano Flaminio, e a Rocca di Cambio, nella provincia aquilana, inquinando, secondo gli investigatori, profondamente l’economia legale, anche avvalendosi dell’apporto di specifiche competenze professionali, istituzionali e del sistema bancario.
«La caratura criminale dei sospettati, l’impero imprenditoriale della cosca calabrese, il potere di alterare il mercato economico», sostengono gli investigatori, «consentono di sostenere che le mani della ’ndrangheta su Roma sono ormai sempre più visibili e che i pezzi di ’ndrangheta presenti nei comuni a Nord della Capitale sono capaci di replicare pienamente la propria struttura criminale nel territorio dove si sono stabilizzati».
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