Silvagni ed Evandro: la Regione ignora il nostro settore

AVEZZANO. Il Teatro Lanciavicchio irrompe nella diatriba sul futuro culturale della città e chiede più attenzione da parte della Regione per i lavoratori del mondo dello spettacolo. L’importante...
AVEZZANO. Il Teatro Lanciavicchio irrompe nella diatriba sul futuro culturale della città e chiede più attenzione da parte della Regione per i lavoratori del mondo dello spettacolo. L’importante realtà del territorio – sulla scia della lettera aperta dell’attore Lino Guanciale sul Teatro dei Marsi – attraverso Antonio Silvagni e Stefania Evandro, rispettivamente presidente e direttrice artistica della compagnia, ha voluto dire la sua sulla situazione drammatica in cui vivono tante persone legate al mondo dello spettacolo e ormai ferme da un anno a causa del Covid.
«In Abruzzo gli operatori dello spettacolo, oltre che con la pandemia sono costretti a combattere con una Regione che ignora», hanno precisato, «che i lavoratori professionisti dello spettacolo non sono solo quelli finanziati dal Fus (Fondo unico spettacolo)». Secondo i due artisti, «con molto ritardo rispetto ad altre regioni, l’Abruzzo ha concesso un ristoro al mondo dello spettacolo, dando un ulteriore schiaffo alla dignità di centinaia e centinaia di lavoratori professionisti. Nel bando infatti viene specificato che le misure sono rivolte prioritariamente agli enti e alle associazioni culturali finanziati dal Fus. Potremmo considerarla una svista, se non fosse che questa è la prassi nei pochi bandi pubblici sulla cultura emanati dalla Regione». Silvagni ed Evando hanno chiarito che a loro avviso è necessario «lavorare a una ripartenza virtuosa del comparto dello spettacolo in Abruzzo, superando i deficit legislativi regionali e recuperando la distanza dalle altre realtà in merito alla legislazione sullo spettacolo dal vivo. Per realizzare ciò ci sarà bisogno di tutte le energie del territorio e di attente e partecipate valutazioni da parte delle istituzioni, in promo luogo locali». (e.b.)
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