Silveri: mi candido per il futuro della città e in alternativa al Pd

L’ex manager della Asl sarà sostenuto da liste civiche «Serve un progetto per L’Aquila, oggi siamo isolati»
L’AQUILA. «Questa è la mia prima uscita con la giacca del politico. L’ho sempre fatta da tecnico, lo spirito è sempre lo stesso: dire le cose per come sono e per come stanno, prendendomi le responsabilità di quello che vado dicendo e facendo. Questo sarà il mio stile nel tempo». L’ex direttore generale della Asl provinciale dell’Aquila, Giancarlo Silveri, presenta così la propria candidatura per le prossime amministrative all’interno di “Riscatto popolare”, una lista il cui nome «si ispira al popolarismo che ha fatto grande l’Italia», come lui stesso spiega. Uno schieramento civico, aperto agli altri movimenti e partiti «come alternativa al Partito democratico» e che nasce dal movimento “Immaginazione”: una aggregazione civica composta da un’ottantina di persone, «tutti aquilani di una fascia d’età trasversale». Tra loro anche l’ex primo cittadino Enzo Lombardi, che assicura: «Non mi candiderò, ma ci sarò sempre fino alle elezioni. A disposizione della città. Non voglio essere protagonista. Insegnerò a molti giovani quello che devono fare». Alla presentazione della lista anche l’ex assessore provinciale e consigliere comunale Luigi Di Luzio, pronto invece a correre ancora per un seggio in aula come fatto nel 2012 con il Movimento per le autonomie, e Alessio Anzuini, ingegnere aquilano. Per il nome del candidato sindaco, invece, bisognerà aspettare: «Non mi sto proponendo perché bisogna dare corpo a qualcosa che possa vincere», spiega lo stesso Silveri. «Sono pronto a dare sostegno a una candidatura che possa permetterci di governare. Non sto cercando di affermare la persona, ma il modello. I ruoli dovranno essere stabiliti all’interno di una coalizione che si dovrà definire entro i prossimi 10 giorni, in tempo utile per illustrare il progetto alla città prima delle elezioni» prima di aggiungere: «I vecchi indicano la strada, i giovani la percorrono. Se c’è un altro disponibile bene, altrimenti mi propongo per indicare la strada nei prossimi 5 anni e il resto lo proseguirà chi può continuare il percorso: d’altronde la situazione dell’Aquila ha bisogno di 10-15 anni, non si risolverà in questo mandato». Infine, l’ex manager non si lascia scappare l’occasione per un’analisi sulla politica cittadina degli ultimi anni: «Riteniamo che si sia governato male: quella del terremoto è stata una opportunità mancata, non c’è stato alcun cenno al progetto di una economia su cui possa vivere questa città. Si è lavorato per rendere L’Aquila ancor più isolata di quanto non lo fosse prima. Non è riconosciuta capoluogo neanche dai Comuni vicini. Bisogna immaginare di cosa deve vivere la città. Una volta bastavano l’Italtel, la caserma e l’Università. Oggi no. Riteniamo che sarebbe opportuno tendere a un ragionamento comune».
Qualora non si riuscisse, tuttavia, a trovare un accordo con altre forze politiche «saremo grillini: ci consulteremo e decideremo se andare da soli». Silveri ha bocciato le altre due candidature di centrodestra, quella del salviniano Luigi D’Eramo e quella del civico di destra Pierluigi Biondi, sostenuto da Fratelli d’Italia e non più, secondo recenti sviluppi, da Casapound: «Sono di nicchia, noi ci rivolgiamo non a una nicchia, ma alla gente, volendo rappresentare un’alternativa in modo più ampio».(m.c.)
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