Silveri: se mi confermano potrei restare alla Asl

31 Dicembre 2015

Il direttore generale: la mia candidatura a sindaco? Vedremo, l’età non mi aiuta Lascio una sanità migliore quanto a immobili, strumentazioni e personale

L’AQUILA. Sei anni di mandato. Nominato da una giunta di centrodestra, confermato, nel 2012, dal centrosinistra.

Giancarlo Silveri, 71 anni, di cui buona parte trascorsi tra politica, banche e sanità, lascerà oggi l’incarico di direttore generale della Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila.

Ma non lo attende la pensione. Il suo nome, infatti, è tra i papabili come nuovo candidato sindaco dell’Aquila per il centrodestra e non è escluso neppure un rientro alla guida dell’azienda aquilana in veste di sub-commissario, quando sarà operativa la Asl unica regionale.

Direttore, il suo mandato scadeva nel 2017. Perché ha deciso di rassegnare le dimissioni con largo anticipo?

«Il percorso da affrontare, sulla base dell’applicazione del decreto Lorenzin, presuppone un arco temporale più ampio di quello che avevo a disposizione. Credo, inoltre, che la Regione debba scegliere liberamente le persone a cui affidare il grande lavoro che ci sarà da fare sulla sanità. Per molti aspetti, una rivoluzione con lo spostamento di molte attività dagli ospedali al territorio e la creazione le strutture e reti di assistenza. Vanno ridotte alcune attività degli ospedali, tenendo conto del numero di abitanti, delle prestazioni effettuate e delle qualità delle stesse. Gli ospedali di secondo livello, quelli più grandi, daranno veri attrattori che serviranno un bacino di utenza ampio con specialistiche che abbracceranno fino a un milione e mezzo di utenti».

Gli ultimi due mesi di attività sono stati caratterizzati da tagli del nastro, appalti e programmazioni. Un colpo di coda fruttuoso?

«Abbiamo impresso un’accelerata con l’inaugurazione del Delta chirurgico del San Salvatore, dove abbiamo pagato pesanti ritardi dovuti alla ditta che aveva vinto l’appalto. Ne siamo usciti bene, evitando cause civili che avrebbero bloccato il cantiere per anni. È partito il recupero del Delta medico, che verrà riconsegnato a settembre; abbiamo completato le tre sale operatorie dell’ospedale di Sulmona e ultimato i lavori di consolidamento sismico dell’ala nuova dell’ospedale. È pronto anche il programma propedeutico alla realizzazione del progetto del nuovo ospedale di Avezzano».

Lascia una sanità provinciale migliore di quella che ha trovato?

«Dirigere una Asl è difficile, soprattutto nella logica di rientro delle spese dettata dal commissariamento. Lo è stato ancora di più con l’unificazione delle due aziende provinciali, avvenuta nel 2010, e con il peso di una catastrofe come il terremoto. Credo di lasciare una sanità qualitativamente più elevata quanto a immobili, strumentazioni e personale».

E le criticità?

«Quelle non mancano. Dal recupero, da parte di alcuni dipendenti, del senso di appartenenza alla Asl fino, ad esempio, alle liste di attesa, ancora lunghe. Ma tra i punti di forza citerei anche l’attivazione degli hospice di Pescina e Tagliacozzo e della medicina oncologica territoriale».

Chi la sostituirà dall’1 gennaio?

«L’attuale direttore sanitario, Maria Teresa Colizza, in attesa della nomina, da parte della Regione, del nuovo direttore generale o di un commissario, se si farà un’unica Asl regionale».

E se le fosse offerto l’incarico di sub-commissario?

«Non escludo di accettare. Valuterò al momento».

Si fa il suo nome anche per la candidatura a sindaco dell’Aquila da parte del centrodestra.

«Non escludo un ritorno in politica, ma credo che L’Aquila abbia bisogno di un uomo che possa garantire un impegno temporale sul campo di almeno dieci anni. E questo, per me, è poco compatibile con l’anagrafe. Più che un nome va costruita una squadra che porti avanti il progetto di rinascita della città».

Monica Pelliccione

©RIPRODUZIONE RISERVATA