Sindacati contro Comune
Cgil e Uil: rotazione dei dipendenti, c’è grande confusione
L’AQUILA. La rotazione del personale, stabilita dal Comune per adempiere alle normative anticorruzione, non va giù ai sindacati. Almeno nelle modalità con cui si sta attuando. La Cgil ritiene che si sia deciso di «buttarla in caciara» facendo ruotare 30 dipendenti, vicini alla pensione o impegnati in attività amministrative non a rischio e lasciando fermi i dirigenti. Secondo la Uil, il provvedimento è fumoso e sta generando grande confusione e disagio tra i lavoratori, con ripercussioni anche sull’efficienza dell’intera struttura. «È un argomento su cui il Comune ha sempre fatto confusione», afferma il segretario Fp-Cgil Rita Innocenzi, «sin dalle prime delibere: nel gennaio 2014 si permise di legare l’immediata attuazione del piano ai fatti dell’inchiesta “Do ut des”, un vero e proprio schiaffo ai dipendenti. Poi fece qualche spostamento da noi definito rientrante nella logica “gattopardesca” del tutto cambia perché nulla cambi. Di certo il Comune si conferma il luogo della reinterpretazione delle norme poiché, diversamente da quanto stabilito dalla legge da quanto rammenta l’Autorità Nazionale Anticorruzione, all’interno dell’ente i dirigenti, anziché ruotare per primi, sono ancora immobili mentre, invece, pur di non assumersi la responsabilità di spostamenti calibrati sulla misura del rischio corruzione, sembra si sia deciso di buttarla in caciara e si fanno ruotare circa 30 dipendenti, alcuni dei quali vicini alla pensione o di profilo B impegnati in attività amministrative che non risultano affatto a rischio». Innocenzi sottolinea invece che, per quanto riguarda i componenti delle Rsu, «rappresentano tutti i dipendenti dell’ente e possono svolgere attività sindacale a prescindere dal palazzo in cui svolgono attività lavorativa».
Per il segretario della Uil-Fpl Simone Tempesta «la cosa che appare preoccupante è che nessuna decisione viene presa nei confronti di quei dipendenti che gestiscono gare e appalti da oltre un ventennio, ma si continuino a effettuare spostamenti, in alcuni casi due o tre nel corso degli ultimi 2 anni, in particolare verso dei rappresentanti sindacali che in più occasioni hanno preso posizione in piena contrapposizione con la delegazione di parte pubblica nel tavolo di contrattazione. Non permetteremo che su questo territorio si attuino misure repressive nei confronti di lavoratori che hanno dato la loro disponibilità a farsi carico gratuitamente delle problematiche lavorative dei loro colleghi». La conclusione di Tempesta: «È ora di finirla con politici che attaccano continuamente i dipendenti pubblici soltanto per mascherare carenze di programmazione, governative e amministrative imputabili solo a loro».
Romana Scopano
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