Sindaci divisi, Anastasio spacca la sinistra

13 Agosto 2021

Nuovo coordinatore del cratere 2009, non si trova l’intesa attorno al nome del sindaco di Pizzoli

L’AQUILA. Il patto del cocomero. Se non verrà trovata un’intesa sotto Ferragosto, la poltrona del coordinatore dei sindaci del cratere 2009 (attualmente occupata, pro tempore, dal sindaco di Cugnoli Lanfranco Chiola come amministratore più anziano) rischia di restare vuota. Come accade da un anno a questa parte. Tra assenze strategiche, strane alleanze destra-sinistra, rivendicazioni territoriali, segretari di partito che richiamano all’ordine i (loro) sindaci reprobi, telefoni che squillano a vuoto, comunicati con firme mancanti, nel cuore dell’estate in pandemia è difficile fare sintesi delle diverse aspirazioni. Ci riproveranno oggi a Fossa i sindaci del tavolo di coordinamento chiamati a fissare una nuova data per l’assemblea generale dei 56 amministratori del cratere. C’è chi la vuole subito, chi preferirebbe a settembre. Col fresco.
I NOMI IN CAMPO. L’assemblea disertata martedì scorso (erano presenti 25 sindaci su 56) – con tanti banchi vuoti nel centrosinistra – avrebbe dovuto esprimersi per alzata di mano su un ticket che lancia come coordinatore il sindaco di Pizzoli Giovannino Anastasio e come vice il sindaco di Montereale Massimiliano Giorgi. E invece non c’erano i numeri per votare, a causa dell’ampia diserzione che ha fatto indignare il segretario regionale Pd Michele Fina. Non è un mistero che il sindaco di Rocca di Mezzo Mauro Di Ciccio rivendichi la rappresentanza per il suo territorio. Un altro dei nomi in campo è quello del sindaco di Lucoli Valter Chiappini. Poi ci sono gli outsider.
«FUORI LA POLITICA». «La politica continui a stare lontana dalla ricostruzione che sino a oggi i sindaci hanno portato avanti nell’interesse della collettività». L’appello arriva dai sindaci del tavolo di coordinamento delle aree omogenee. I firmatari della nota sono Domenico Nardis (Villa Sant’Angelo), Manuele Tiberii (Colledara), Matteo Pastorelli (Castel del Monte), Mauro Di Ciccio (Rocca di Mezzo), Rodolfo Marganelli (Goriano Sicoli), Paolo Federico (Navelli). All’elenco dei firmatari della lettera manca Maurizio Pelosi di Capitignano. «La recente riunione per la nomina», continuano i sei sindaci, «è arrivata su sollecitazione di alcuni primi cittadini che sono stati accontentati mentre il 10 agosto era la prima data utile tra quelle disponibili. Inoltre, per le ragioni delle assenze che si sono registrate durante la riunione, molto probabilmente, vanno ricercate nel fatto che i sindaci non hanno ritenuto avallare un eventuale accordo non condiviso con tutti gli interessati. Invitiamo quindi i protagonisti di questa polemica, che tra l’altro non fa bene alla ricostruzione e tende a dare un valore politico a una carica che dev’essere fatta nel rispetto delle esigenze dei territori colpiti dal sisma, ad abbassare i toni. Ricordiamo, inoltre, che il sindaco di Cugnoli si è prodigato per organizzare la riunione dimostrando attenzione e rispetto verso i colleghi sindaci e per questo lo invitiamo ad andare avanti nel suo operato, mentre ribadiamo l’assoluta necessità che le segreterie di partito restino fuori da organi che devono continuare a rappresentare le esigenze dal basso dei territori colpiti dal sisma». A proposito di partiti, il segretario regionale del Psi Gianni Padovani boccia il ticket dei due amministratori dell’Alta Valle dell’Aterno e chiede una nuova assemblea per un altro accordo.
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