Sindaco senza più i numeri A Carsoli si torna al voto

Si dimettono cinque consiglieri di maggioranza e due di opposizione D’Antonio: pago perché in 18 mesi ho smantellato un sistema di illegalità
CARSOLI. A un anno e mezzo dalle elezioni cade l’amministrazione D’Antonio. Per mano di cinque dissidenti della maggioranza e due esponenti dell’opposizione il sindaco Domenico D’Antonio fa le valigie e a primavera si torna alle urne. Il sentore che qualcosa non andasse era nell’aria da tempo. Le manovre dentro la maggioranza sono iniziate in autunno con la scelta di assegnare a Daniele Imperiale, esponente di opposizione, la poltrona di presidente del consiglio. Scelta inizialmente condivisa da tutti, che però ha iniziato ad alimentare i malumori. Ci sono state poi le dimissioni del consigliere di minoranza Gianpaolo Lugini e la sfiducia, da parte del primo cittadino, dell’assessore Marco Granaroli. Da quel momento è stata tutta un’escalation di eventi che in meno di 10 giorni hanno fatto cadere l’amministrazione. Insieme al vice sindaco Federica Arcangeli, all’assessore Alessandra Testa e ai consiglieri Sideria Minati e Fabrizio Proietti, Granaroli fonda un gruppo “Trasparenza in Comune” che ieri mattina ha presentato in massa le dimissioni dal consiglio comunale insieme con i due esponenti della minoranza Mario Mazzetti e Berardino Giuliani.
«Tutta la nostra attività amministrativa è stata condotta con il massimo impegno», hanno precisato i componenti del nuovo gruppo, «è mancato il rapporto di comunicazione e fiducia fra tutti i membri della maggioranza, da parte del sindaco c'è stata totale chiusura e disponibilità a confrontarsi realmente con la sua intera squadra; convinto di avere una maggioranza “blindata” dopo l’ elezione del presidente del consiglio. Riteniamo dunque non esistano più i presupposti per un nostro impegno all'interno della maggioranza, in quanto è venuto a mancare quel rapporto fiduciario tra sindaco e consiglieri indispensabile per poter esercitare un’azione politica positiva». La decisione di terminare l’attività amministrativa e affidare tutto in mano a un commissario prefettizio per poi tornare alle elezioni ad aprile o maggio per l’ex sindaco Mazzetti è una pagina nera della politica carseolana. «È una giornata triste per il Comune di Carsoli», ha sottolineato il dimissionario, «perché riandare alle elezioni dopo appena due anni segna il completo fallimento di una proposta politica che non ha saputo dare certezza alla nostra comunità e offrire un progetto vero e condiviso in un momento così difficile. C’è bisogno di grande responsabilità e con questa logica ci approcceremo ai prossimi appuntamenti elettorali».
Pronto a difendere i suoi principi il sindaco D’Antonio che ieri mattina mentre si recava in Comune ha saputo della sorpresa che lo attendeva. «Quel che è stato fatto è un percorso dal quale non si torna indietro», ha commentato il primo cittadino, «sono stati portati sul territorio tanti soldi, ma è cambiato il modo di gestirli. Questo nuovo percorso di amministrare non è piaciuto ai nuovi i quali hanno dimostrato che l’inesperienza non ti porta sempre a essere limpido nelle scelte. Ero sereno prima e lo sono oggi. Ho fatto in 18 mesi quello che non era stato fatto in anni di lavoro e ho smantellato un sistema di piccole illegalità procedurali che non sarà più possibile mettere in piedi. Senza controllo preventivo non si potranno più fare affidamenti diretti da 191mila euro e se qualcuno pensa di poter ricominciare a farlo si sbaglia. Io ho rispettato gli impegni presi con i cittadini, a differenza di altri che invece non l'hanno fatto a partire dalle indennità che non sono state ridotte della percentuale annunciata. Hanno tradito il patto con gli elettori».
Eleonora Berardinetti
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