Siniat, cinque anni senza incidenti

L’azienda del cartongesso dà riconoscimenti ai 77 dipendenti
CORFINIO. Cinque anni senza infortuni per 77 dipendenti. Questi i numeri della Siniat, che ieri ha fermato per una mattinata la produzione di cartongesso per festeggiare la ricorrenza. L’azienda di Corfinio, che fa capo alla multinazionale belga Etex di materiali da costruzione, ha fatto della sicurezza una delle sue principali mission. Come ricordato dal giovane direttore dello stabilimento, Cristian Palmisano, ai dipendenti riuniti nella sala riunione. «La Siniat Italia, da sempre molto attiva nell’ambito della sicurezza, che riconosce come primo valore aziendale, è riuscita a celebrare l’anniversario di 5 anni senza infortuni nel suo sito principale di Corfinio e addirittura di 10 anni in siti minori» ha detto «l’entusiasmo dell’azienda per questo incredibile risultato di squadra ha dato vita a questo evento, in cui tutte le attività industriali si sono interrotte per tre ore e tutti i lavoratori si sono riuniti per festeggiare insieme questo straordinario successo. L’azienda, che crede molto nel valore delle sue risorse, ha motivato tutto il suo team riconoscendo che il risultato è frutto di un eccellente lavoro di squadra, sul quale l’azienda punta e investe molto». Oltre ai cinque anni senza infortuni, la Siniat celebra anche un anno senza cassa integrazione, che in questo periodo di crisi non è poco. «In passato, nonostante un bilancio in difficoltà, abbiamo da sempre investito tanto sulla sicurezza» ha aggiunto Palmisano «e ora, con un buon andamento produttivo, in attesa di raggiungere il target, siamo ancora più soddisfatti dei risultati raggiunti». L’azienda ha attivato da ieri un nuovo modo di fare sicurezza, non solo dettato dalle prescrizioni e dalle precauzioni suggerite dal responsabile interno, Walter Domenicucci. Da ieri, all’ingresso degli uffici, è stata posizionata una bacheca dove i dipendenti possono appendere i disegni dei loro bambini o i riferimenti dei loro cari. Come seconda cosa sono stati affissi nuovi manifesti sulla sicurezza, in cui il casco lo indossa chiunque sia vicino all’operaio, in primis la sua famiglia. «Perché crediamo molto nella sicurezza concreta e sul campo» è intervenuta l'ingegnere Laura Verrocchi «il nostro obiettivo primario resta quello di tornare a casa sani e salvi dai nostri cari che ci aspettano». Concetti messi in pratica con una dimostrazione: uno dei dipendenti è stato invitato a rompere delle matite, usando tutti i dispositivi di protezione (casco, guanti e mascherina protettiva). (f.p.)
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