Sisma 2016, nuovi spiragli dall’ordinanza di Legnini

27 Maggio 2022

L’AQUILA. «Per le ricostruzioni lo Stato investe ingenti risorse, come nell’Appennino centrale dove coesistono due grandi ricostruzioni in pieno svolgimento. È sempre più urgente, quindi, disporre...

L’AQUILA. «Per le ricostruzioni lo Stato investe ingenti risorse, come nell’Appennino centrale dove coesistono due grandi ricostruzioni in pieno svolgimento. È sempre più urgente, quindi, disporre di una legislazione che garantisca ai cittadini diritti e procedure uniformi e standardizzati. Per questa e altre ragioni è necessario un codice delle ricostruzioni e un dipartimento unico nazionale». Lo ha affermato il commissario straordinario per il sisma 2016 Giovanni Legnini, ieri in città in occasione del convegno “L’edilizia nel dopo ricostruzione” organizzato dall’Ance.
Sospiro di sollievo anche a Campotosto dopo la notizia che il commissario ha firmato l’ordinanza che aumenta il contributo pubblico per la ricostruzione degli edifici danneggiati dal terremoto e stanzia risorse aggiuntive per le opere pubbliche già finanziate. Il provvedimento, dopo l’intesa raggiunta in cabina di coordinamento con le Regioni e i rappresentanti dei sindaci, è stato registrato dalla Corte dei Conti e pubblicato sul sito internet del commissario, divenendo pienamente operativo. Nei giorni scorsi, preoccupazione per il possibile blocco della ricostruzione a Campotosto era stata espressa dal consigliere comunale di maggioranza di Campotosto, Bernardino Gabriele Camilli, che in una lettera agli “attori” della ricostruzione aveva scritto: «Gli aumenti dei materiali necessari alla ricostruzione dei fabbricati privati, hanno portato al momentaneo fermo dei lavori da parte delle imprese edili impegnate nel nostro Comune che lo hanno comunicato per iscritto ai presidenti dei Consorzi e ai direttori dei lavori. I cittadini sono molto preoccupati e sconcertati da questa situazione che ostacola ulteriormente la ricostruzione, messasi in moto dopo molti anni di attesa, anche se in quantità molto limitata, rispetto al totale delle costruzioni che ne avrebbero diritto». Con l’ordinanza viene approvato il nuovo prezzario unico del cratere 2022 e si stabilisce un aumento del costo parametrico, ovvero del tetto massimo del contributo concedibile, pari al 25% per gli immobili produttivi e al 20% per quelli residenziali, con particolari maggiorazioni che fanno lievitare l’importo fino a quasi il 50% per alcune tipologie di edifici, e la previsione di un suo aggiornamento semestrale. Il prezzario e il nuovo costo parametrico si applicheranno a tutte le nuove richieste di contributo, a quelle presentate ma non ancora approvate dagli Uffici speciali della ricostruzione, e anche a quelle decretate in precedenza, con il riconoscimento dei maggiori costi per le lavorazioni effettuate a partire dal mese di luglio del 2021. «Era un provvedimento molto atteso, che risponde in modo adeguato ai problemi delle imprese e dei cittadini in una fase congiunturale molto critica, segnata da un forte aumento dei prezzi e dalla scarsa disponibilità di materiali essenziali per l’edilizia», ha sottolineato il commissario Giovanni Legnini.