Sisma, algoritmo per anticipare le repliche

L’AQUILA. Un algoritmo per tentare di prevedere le scosse di “replica” di un terremoto dopo il primo forte evento. È questo l’obiettivo di uno studio di Stefania Gentili dell’Istituto nazionale di...
L’AQUILA. Un algoritmo per tentare di prevedere le scosse di “replica” di un terremoto dopo il primo forte evento. È questo l’obiettivo di uno studio di Stefania Gentili dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia pubblicato su un’importante rivista scientifica. «I terremoti non si verificano in maniera omogenea né nel tempo né nello spazio», fanno sapere dall’Ingv. «Una prima scossa sismica particolarmente forte, infatti, è spesso seguita da una serie di repliche successive, anche a distanza di settimane o mesi, nella medesima area. A volte può accadere che a una scossa di magnitudo elevata seguano repliche simili o di magnitudo maggiore. Algoritmi sono stati applicati per valutare la probabilità che un evento di magnitudo superiore a 4 sia seguito da un altro forte evento».
«Gli algoritmi funzionano per apprendimento e hanno bisogno di una grande quantità di dati per essere addestrati. Quello che abbiamo proposto, chiamato Nestore, sin dalle prime ore dopo il primo forte evento fornisce indicazioni sulla probabilità che avvengano repliche di intensità simile o maggiore», dice Stefania Gentili. «In questo studio, abbiamo utilizzato cataloghi di terremoti avvenuti in California, una zona sismicamente molto attiva e per questo molto ben monitorata e analizzata. Nestore è stato in grado di prevedere l’accadimento di forti terremoti anche con ampio anticipo nell’80% dei casi analizzati, con un numero di falsi allarmi inferiore al 20%. Le repliche di magnitudo rilevante possono avere ulteriori impatti su edifici, strutture e infrastrutture già danneggiati dai sismi precedenti e comportare nuovi rischi per la popolazione», continua la ricercatrice precisando che «avere possibili indicazioni probabilistiche sul loro accadimento sarebbe estremamente utile». Per validare statisticamente il metodo e favorirne l’applicazione a un ampio numero di eventi in diverse aree tettoniche, il software verrà reso disponibile alla comunità scientifica. L’obiettivo, conclude la ricercatrice «è di migliorare le capacità di stimare la probabilità di futuri forti repliche, già a partire da poche ore dopo la prima scossa rilevante, rendendo l’algoritmo sempre più robusto, ovvero addestrandolo affinché fornisca stime di probabilità sempre più affidabili». (g.p.)

