Sisma, fondi per 46 milioni nelle mani di truffatori

18 Marzo 2016

Il dato emerso nel bilancio 2015 del comandante regionale della Finanza Il generale Aniello: «La guardia dovrà restare alta per altri 15 anni»

L’AQUILA. Gli anni passano ma il vizio di lucrare sui contributi della ricostruzione resta immutabile. Sta di fatto che a quasi sette anni dal sisma la Guardia di finanza continua a sequestrare somme ingenti. Ieri, nel corso della conferenza stampa del comandante regionale della Finanza, Flavio Aniello sul consuntivo dell’attività del 2015, sono volate cifre disarmanti: un fiume di denaro.

RICOSTRUZIONE. Soltanto nel 2015 ci sono ben 46milioni di euro frutto di contributi illecitamente percepiti o solo richiesti. Di questi ne sono stati sequestrati oltre 5 milioni e mezzo il tutto a fronte di un danno erariale di otto milioni. Le persone denunciate sono state una cinquantina mentre ci sono state 62 ispezioni nei cantieri edili. E questo, ovviamente, è il dato solo della Finanza che si commenta da sè. Ma la corruzione nel cratere è ancora maggiore se si pensa che a questi eclatanti numeri andrebbero aggiunti quelli delle altre forze dell’ordine. C’è poi il pericolo delle infiltrazioni. «Il momento di rottura c'è stato negli anni scorsi, ma ci sono ancora segnali, soprattutto nella ricostruzione. Siamo sentinelle soprattutto dove ci sono investimenti perché solo con gli investimenti può vivere la criminalità organizzata». Questo il commento del generale Aniello. «Abbiamo visto il clan dei Casalesi pronto a intervenire inquinando i contratti dei lavoratori delle imprese edili», ha spiegato il comandante, «su questo fenomeno di criminalità si colgono gli effetti in vari settori tra cui quello della ricostruzione», ha spiegato il generale per il quale, con la ricostruzione che proseguirà almeno fino al 2025, la guardia in questo territorio dovrà essere alta fino al 2030.

EVASIONE FISCALE. Il contrasto all’evasione fiscale ha fornito altri dati allarmanti. Sono in piedi proposte di sequestri patrimoniali per reati tributari in tutta la regione per quasi 375milioni di euro a fronte di 277 persone denunciate. E poi ci sono sempre gli evasori totali che sono 194 mentre gli evasori paratotali 26. Sono stati scoperti 217 lavoratori in nero, alcuni anche nei cantieri della ricostruzione, e denunciati 120 datori di lavoro che hanno adoperato lavoratori irregolari o in nero.

SPESA PUBBLICA. La Finanza ha tra gli obiettivi quelli di colpire gli sprechi della spesa negli enti e nella sanità scovando frodi anche comunitarie. Lo scorso anno sono stati chiesti o percepiti contributi comunitari non dovuti per quasi 3 milioni e mezzo in Abruzzo. Gli incentivi nazionali non dovuti sono risultati essere di 23milioni di euro. In relazione alla violazione di appalti pubblici ci sono state 33 denunce e segnalati danni erariali per quasi venti milioni. In relazione alla spesa sanitaria sono stati fatti 101 controlli, denunciate sette persone e accertata una frode di 36mila euro.

PRESTAZIONI SOCIALI. C’è poi un capitolo che riguarda le «prestazioni sociali agevolate». Si tratta di finti ciechi, persone che chiedono esenzioni per tasse scolastiche e altro senza avere diritto. Le denunce nella regione sono state 104 a fronte di 211 casi in esame. Per adesso la frode accertata in questo comparto è di 27mila euro. Ma non finisce qui.

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