Sit-in dei braccianti agricoli: «Dimenticati»

Grido d’aiuto davanti alla prefettura: «Esclusi dai decreti ristori del governo, una categoria di serie B»
L’AQUILA. Anche i lavoratori stagionali impiegati in agricoltura devono essere inseriti tra le categorie destinatarie dei ristori. A chiederlo a gran voce sono stati ieri il segretario generale aggiunto della Fai-Cisl Abruzzo Molise, Feliciantonio Maurizi, il segretario regionale della Uila-Uil, Leonardo Lippa, e il segretario provinciale della Flai-Cgil, Raffaele Scalcione.
Dall’inizio della pandemia, i braccianti impegnati nelle varie coltivazioni in Abruzzo, così come nel resto d’Italia, non hanno ricevuto sostegni dallo Stato, fatta eccezione per due tranche da 600 euro a marzo e aprile 2020. Per questo le sigle sindacali ieri hanno organizzato una mobilitazione in tutta Italia. Una delle proteste all’Aquila, davanti alla prefettura.
«Sia questo governo, sia quelli precedenti si sono dimenticati dei lavoratori agricoli stagionali», ha precisato Maurizi, «nei vari decreti ristori non sono mai comparsi e questo certifica il loro status di categoria di serie B. Abbiamo voluto dare loro voce chiedendo al vice prefetto Federico Izzi e al dirigente Giovanni Todini, che ringraziamo per averci ricevuto, di farsi portavoce con il governo chiedendo il riconoscimento di un ristoro per i lavoratori stagionali agricoli».
Tra le varie richieste che le associazioni di categoria hanno presentato al governo c’è anche una eventuale clausola per quelle aziende che ottengono finanziamenti dall’Unione Europea e devono garantire condizioni di lavoro buone e salari adeguati. Si parla infine della riapertura dei tavoli per i contratti provinciali del lavoro, oggi fermi. (e.b.)
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