Slitta ancora la consegna dei 64 alloggi

La commissione provinciale ha stilato la graduatoria, ma bisognerà aspettare trenta giorni per eventuali ricorsi
SULMONA. Slitta a settembre la consegna dei 64 appartamenti del contratto di quartiere. La commissione provinciale alloggi ha stilato la graduatoria in questi giorni, dopo aver concluso a gennaio la fase della selezione delle domande per l’assegnazione delle case a canone concordato. Dopo la pubblicazione degli aventi diritto, si dovranno aspettare trenta giorni per l’invio di eventuali osservazioni o ricorsi. Solo dopo si procederà all’assegnazione vera e propria. Intanto, però, sono una quindicina gli alloggi non assegnati che dovrebbero andare a nuovo bando, come ha fatto sapere Domenico Taglieri, presidente della commissione provinciale alloggi.
I tempi per l’assegnazione delle case, dunque, continuano ad allungarsi, nonostante la grande emergenza abitativa in città. Solo nei mesi scorsi si è scoperto che il bando era da rifare, dal momento che non avevano risposto tutte le categorie, come ad esempio gli studenti fuori sede. Dopo la fine dei lavori nel 2016 e il bando pubblicato a dicembre dello stesso anno, la consegna era stata annunciata per il 31 marzo 2017. Quindici anni dopo dall’avvio del progetto, varato nel 2002 e poi passato attraverso una gara andata deserta nel 2006, l’iter è ripartito a novembre 2014.
L’importo di 5 milioni, sui 9 totali per sistemare anche verde pubblico e aree urbane tra i viali delle Metamorfosi e Sallustio, è servito a costruire nell’area libera di 3mila metri che sbuca nei pressi della palazzina Ater 64 alloggi di ultima generazione a canone concordato (cioè da 220 euro al mese a un massimo di 340). Otto per anziani al piano terra (di cui 4 da 64 metri quadri e 4 da 43) con accessi per i disabili; 16 per giovani coppie da 63 metri quadri; 16 per anziani (di cui 4 da 43 metri quadri e 12 da 31); 24 per studenti o anziani da 43 metri quadri.
Nello stabile ci sono anche un poliambulatorio, una sala per anziani e sale studio. Al terzo piano dovrebbe essere trasferita la caserma della Guardia di finanza, dopo i problemi strutturali riscontrati nella sede di piazza Garibaldi. Tutto costruito in cemento armato su isolatori sismici e in classe energetica A+, con cappotto isolante sulle pareti, riscaldamento a pavimento, pannelli fotovoltaici e solari. I 64 nuovi appartamenti rappresentano una boccata di ossigeno per l’emergenza abitativa in città, dove sono 170 le domande per le case popolari e quaranta per quelle parcheggio di proprietà del Comune, che vengono concesse per situazioni di emergenza temporanea.
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