Slittano le verifiche sul ponte Capograssi
SULMONA. Slittano le verifiche e lo studio di vulnerabilità sismica su ponte Capograssi. A quasi due mesi dall’emergenza devono ancora essere affidati i controlli sul ponte che collega la parte...
SULMONA. Slittano le verifiche e lo studio di vulnerabilità sismica su ponte Capograssi. A quasi due mesi dall’emergenza devono ancora essere affidati i controlli sul ponte che collega la parte nuova e quella antica della città. Controlli disposti dopo il crollo del ponte di Genova, progettato dallo stesso Riccardo Morandi. «Abbiamo avuto un problema con l’Università dell’Aquila che pensavano potesse prendere l’incarico, poi sfumato in un secondo tempo», conferma il vice sindaco Nicola Angelucci, «per questo dovremo rivolgerci a un professionista esterno con un incarico diretto». Nell’attesa delle verifiche da questa estate vige il divieto di sosta sulla struttura sulmonese. Il ponte, finito di costruire nel 1965 ma progettato cinque anni prima, è realizzato in cemento armato e precompresso. Quelli erano gli anni del boom di questo nuovo materiale, apprezzato per la sua poliedricità, la sua forza e il pregio non trascurabile dell’economicità. Quello che all’epoca non si conosceva, però, era il rischio del degrado del calcestruzzo e quelle costose opere di manutenzione che impone dopo 30 o 40 anni. Alcune opere di Morandi erano già collassate anni fa, come una in Venezuela e un’altra in Libia che in realtà venne chiusa in seguito al deterioramento strutturale.
Comunque, non sono queste strutture gemelle del ponte sulmonese, che è appoggiato e non sospeso come gli altri, anche se resta un’opera di ingegneria futuristica per l’epoca con la sua campata unica. Certo è che quei ferri a vista, scoperti dal cemento corroso, hanno spinto l’amministrazione cittadina a disporre accurati controlli. (f.p.)
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