Slow Medicine, il paziente torna protagonista
Oggi e domani convegno nazionale con la presidente della Federazione medici. Si parla anche di sprechi
L’AQUILA. Slow Medicine: ovvero, una medicina sobria, basata sulla capacità di ascolto dei medici nei confronti dei pazienti, dal medico di famiglia al più specializzato dei chirurghi. Rimettere il paziente al centro dell’interesse. Sarebbe una vera rivoluzione, se si riuscisse ad applicare quanto si propone il convegno che si apre oggi all’Aquila, alle 14.30, all’hotel La dimora del baco, con la prima sessione “Medicina, salute e cittadini”, e si conclude domani (inizio ore 9) con la seconda sessione “Medicina, salute e professionisti”. Potrebbe essere una svolta epocale del rapporto medico-paziente e per questo ha voluto esserci, nonostante un viaggio da Gorizia, la presidente della Federazione nazionale medici chirurghi e odontoiatri, Roberta Chersevani.
A introdurre il tema sarà il dottor Maurizio Ortu, presidente dell’Ordine dei medici della provincia dell’Aquila e componente del Consiglio nazionale. «L’elogio della lentezza è inteso come ingrediente nelle scelte», spiegano gli organizzatori del convegno nazionale, al quale è prevista la partecipazione di un centinaio di medici. Lentezza, infatti, non nel senso di ritardi: l’obiettivo è «recuperare il senso umano, la capacità di ascolto, il colloqui, la condivisione delle decisioni. Un rallentamento di passo», sottolineano sempre gli organizzatori, «che prelude alla riflessione». Lo scopo è di arrivare a una «medicina sobria, rispettosa e giusta, basata sulla sostenibilità, l’equità dei sistemi sanitari, l’attenzione alla persona e all’ambiente».
A illustrare cos’è la Slow Medicine e cosa si propone, sarà il dottor Antonio Bonaldi, medico di Bergamo, esperto in Sanità pubblica e presidente di Slow Medicine. Ma si parlerà anche di «riduzione degli sprechi», che non consiste nei tagli ai servizi sanitari, ma «l’uso appropriato delle risorse». Dell’aspetto anche finanziario si parlerà nella tavola rotonda di domani mattina, alle 11.30, nella discussione con la platea sul tema: “La sfida dell’appropriatezza tra risparmi, diritti e pratica clinica”, con i medici Antonio Bonaldi e Domenico Barbati. Una medicina slow, che non significa “lenta”, ma al contrario «dinamica e brillante».
La presidente Chersevani proporrà “Riflessioni sull’evoluzione della figura del medico in Italia”. Ci saranno anche medici di Arezzo e Padova, che racconteranno le loro esperienze in quelle città dOve Slow Medicine è già attivo.
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