SlowFood e il clima che cambia
Dialogo tra scienza, arte e letteratura alla presenza di esperti
L’AQUILA. Il tema dei cambiamenti climatici è al centro di un’iniziativa di SlowFood, che ha fatto rimbalzare il grido a livello internazionale, lanciando la campagna #FoodforChange. «Lo sta facendo», spiegano i promotori dell’iniziativa, «per una doppia ragione, perché, se è vero che l’agricoltura sarà il primo settore a risentire in modo più critico del cambiamento climatico – con effetti negativi che si ripercuoteranno su tutte le colture del mondo, sugli agricoltori e sui consumi alimentari – è altrettanto vero che il modello di agricoltura industrializzata adottato negli ultimi 70 anni è tra i fattori più direttamente impattanti sul clima».
Per arginare questi rischi, «il più grande movimento mondiale per il cibo buono, pulito e giusto sta promuovendo un modello alternativo di produzione e di consumo di cibo fondato sul rispetto della biodiversità agricola, sul riciclo dei nutrienti, sulla sinergia e sulla interazione tra colture, allevamento e suolo. Un uso più efficiente dell’acqua, la riduzione nell’impiego di energie fossili, la tutela di un ricco e differenziato patrimonio genetico, la valorizzazione dei saperi agricoli tradizionali e pre-industriali, sono i prerequisiti necessari per garantire l’adattamento ai diversi climi e territori, riducendo non solo gli impatti sul clima ma anche prevenendo fenomeni di abbandono delle terre e di migrazione. Consumare un cibo prodotto secondo questi princìpi piuttosto che in modo industriale può segnare il passo del cambiamento, attraverso scelte quotidiane e pratiche che da individuali divengono orientamento di massa. Affinché tutto ciò sia perseguito, però, è di fondamentale importanza che la conoscenza scientifica sia adeguatamente divulgata attraverso tutti i linguaggi possibili. L’umanità non può più permettersi gap comunicativi e tutti dobbiamo conoscere i rischi che stiamo correndo».
La condotta SlowFood dell’Aquila ha deciso di far incontrare intorno a un unico tema discipline apparentemente molto distanti tra loro come la climatologia, l’arte e la letteratura. Parteciperanno all’incontro, in programma il 7 febbraio alle 18 al Muspac (piazza d’Arti) Gianluca Redaelli (climatologo e docente di Fisica dell’atmosfera e dell’oceano all’Università dell’Aquila); Martina Sconci (storica dell’arte, direttrice artistica del Muspac e docente dell’Accademia di Belle Arti); Stefano Redaelli (fisico e umanista, docente di letteratura all’Università di Varsavia), moderati da Rita Salvatore (sociologa dell’ambiente, fiduciaria della condotta SlowFood dell’Aquila). Dopo l’incontro seguirà l’aperitivo cenato con i prodotti del Mercato contadino dell’Aquila, con un contributo di partecipazione di 12 euro per i soci SlowFood e 15 per i non soci.

