Smic-LFoundry, c’è il premio di produzione
Primi benefìci per i lavoratori e segnali di ripresa per l’azienda con l’arrivo della multinazionale cinese
AVEZZANO. Torna il premio di produzione per i lavoratori Smic-LFoundry. Grazie all’arrivo della multinazionale cinese iniziano a intravedersi i primi segnali di ripresa per l’azienda. Nei giorni scorsi, al termine di una lunga trattativa tra dirigenza e parti sociali, è arrivata l’intesa che prevede un premio massimo di mille euro annui a fronte del raggiungimento di parametri finanziari, operativi e individuali. L’ultima contrattazione, ovvero, l’ultimo risultato portato a casa per i lavoratori risale a 21 anni fa, ai tempi della Texas Instrument. «L’arrivo dei cinesi dal punto di vista finanziario è ottimo», ha commentato Roberto Di Francesco, (Fiom-Cgil), «perché ci hanno dato solidità e molto lavoro. Dobbiamo constatare che fatichiamo un po’ a realizzare i prodotti S mic, ma credo sia una questione legata alla formazione che via via sparirà. Per quanto riguarda il premio di risultato è un ottimo traguardo considerando che fino a qualche anno fa si parlava di chiusura ed esuberi. Per i lavoratori è sicuramente un risultato storico perché premia chi si impegna, premia i ragazzi interinali e toglie discrezionalità ai supervisori». L’importante passaggio era già stato annunciato nella fusione tra Smic e LFoundry ed è stato salutato con soddisfazione dai 1.500 dipendenti. Nei giorni scorsi è stato firmato l’accordo e stabilito il calendario delle assemblee dei lavoratori nel corso delle quali saranno illustrati contenuti e motivazioni dell’intesa. Oggi si può affermare che la ragione ha prevalso sulla sopraffazione stile colonialista messa in atto per tanti anni dalla Micron e, con cauto ottimismo, si può guardare al futuro», ha commentato Antonello Tangredi, della Fim- Cisl, «l’accordo rappresenta, non tanto per il valore economico che potrà finire nelle buste paga dei lavoratori a marzo 2018, il segno inequivocabile dell’inversione di tendenza industriale, ovvero, della tenuta occupazionale del sito e la reale possibilità di assunzioni, derivanti dagli investimenti programmati e certificati al ministero per lo Sviluppo Economico. È necessario ricordare, infine, che lo scorso anno temevamo che, alla scadenza del contratto di solidarietà (31 agosto 2016), la proprietà potesse annunciare qualche centinaia di esuberi». (e.b.)
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