Snam, arrivato l’atto del governo Il Comune valuta le contromisure

L’amministrazione dovrà decidere se proseguire sulla strada del no oppure attuare nuove strategie L’assessore D’Andrea: «Questa è un’opera superata che non darà risposte all’emergenza attuale»
SULMONA. L’amministrazione comunale si mette al lavoro per preparare una strategia d’azione contro la realizzazione della centrale di compressione e del metanodotto Sulmona- Foligno. A due settimane dalla decisione del Consiglio dei ministri di premere l’acceleratore sul progetto in ballo ormai da 14 anni per la realizzazione dell’opera che porterà il gas da Sud a Nord è arrivato in Comune l’atto ufficiale del governo che informa l’ente su quanto è stato fatto. Un decreto del Consiglio dei ministri che dovrà essere vagliato per capire quale strada prendere.
A causa dell’emergenza gas sorta a seguito della guerra in Ucraina il governo Draghi, ha deciso di correre ai ripari e di trovare delle soluzioni alternative. Tra queste c’è appunto la realizzazione del metanodotto che attraverserà diversi comuni abruzzesi per poi spostarsi sul versante Adriatico e giungere a Nord. A Palazzo San Francesco solo tre giorni fa è arrivata la comunicazione ufficiale che consente di fatto all’amministrazione comunale di fare i suoi passi. Bisognerà capire se il sindaco Gianfranco Di Piero e la sua squadra vorranno proseguire sulla strada del diniego all’opera o se si cercherà una mediazione con il governo e con la Snam, che ha già annunciato di voler mettere sul piatto 2 miliardi di euro per l’infrastruttura.
«Andremo a verificare il documento ufficiale arrivato nei giorni scorsi in Comune per capire come muoverci», ha spiegato l’assessore alla Transizione ecologica, Attilio D'Andrea. «È chiaro che, come fatto finora, la maggioranza continua a mantenere la sua contrarietà all’opera perché la riteniamo superata e non in grado di risolvere il problema dell’approvvigionamento del gas che c’è in questo momento. A noi il governo ancora non risponde in merito alle perplessità espresse e vorremmo capire il perché. Ci è stato detto che l’opera sarà pronta non prima del 2027 e in che modo potremmo quindi dare delle risposte all’emergenza attuale?». Il sindaco Di Piero nei giorni scorsi ha riunito la maggioranza per illustrare la situazione. Subito dopo è toccato ai capigruppo che si sono detti concordi nel convocare quanto prima un consiglio comunale straordinario sulla vicenda Snam.
«Se il governo ci avesse risposto ora sapremmo perché si sta puntando su un’opera che sarà pronta nel 2027 cioè tre anni prima dell’entrata in vigore dell’accordo di Parigi che prevede la riduzione del gas fossile», ha concluso D’Andrea, «né la presidenza del Consiglio dei ministri, né il ministero della Transizione ecologica ci hanno però dato delucidazioni in merito. Il documento che ci è arrivato lo prenderemo in esame con tutta l’amministrazione e valuteremo se fare o meno un ricorso anche considerato il fatto che questi percorsi hanno dei costi importanti».
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