Snam, il Comune non si arrende

13 Luglio 2019

La giunta Casini promuove l’appello al Consiglio di Stato e il comitato “bacchetta” Spinosa Pingue

SULMONA. Dopo gli annunci e gli impegni presi in varie sedi, arriva la delibera di giunta sulla necessità di ricorrere al Consiglio di Stato contro la costruzione della centrale Snam autorizzata dal governo Gentiloni a dicembre 2017, a Camere ormai sciolte e a legislatura conclusa. Un problema, quello della Snam, che continua a rappresentare uno dei pochi temi in grado di unire l’intero territorio sotto il fronte del no. Così, dopo il via libera del Tar del Lazio con una sentenza che ha smontato i ricorsi presentati da Regione, Comune e comitati, la giunta di Sulmona non si dà per vinta e prosegue la battaglia legale.
Ieri la giunta comunale di palazzo San Francesco, con delibera numero 137, ha autorizzato «la proposizione dell’appello al Consiglio di Stato avverso la sentenza numero 7774 del 2019 del Tar Lazio, pubblicata il 17 giugno scorso, con la quale il giudice amministrativo di primo grado ha respinto il ricorso principale e il ricorso per motivi aggiunti avverso rispettivamente la deliberazione del 22 dicembre 2017 del Consiglio dei ministri e del decreto del 7 marzo 2018 del ministero dello Sviluppo economico, relativi alla realizzazione della centrale di compressione nel territorio di Sulmona da parte della Snam Rete Gas Spa». Il sindaco Annamaria Casini e assessori della sua giunta hanno quindi conferito l’incarico all’avvocato Alfonso Celotto del Foro di Roma, lo stesso che ha seguito il primo ricorso al Tar, e hanno impegnato la somma di 13mila euro, «comprensiva delle spese generali e degli oneri di legge, così come quantificata sul corrispettivo netto stabilito in 7.500 euro».
Intanto, il Comitato “no Snam” di Sulmona replica alle dichiarazioni di Fabio Spinosa Pingue, presidente Dmc Terre d’amore.
«Ci domandiamo dov’è stato Pingue negli ultimi 11 anni», fanno notare gli ambientalisti.«Evidentemente si è perso qualche passaggio. A cominciare dal fatto che le istituzioni elette dai cittadini, in modo unanime, hanno sancito che quel progetto è incompatibile con il nostro territorio e con la dorsale appenninica. Ci sono state, infatti, undici delibere del Comune di Sulmona, 4 della Comunità montana, 5 della Provincia, 6 del consiglio regionale, 7 della giunta regionale e una della commissione Ambiente della Camera dei deputati».
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