Snam, nuovo appello dei comitati per il no

9 Luglio 2021

Gli oppositori della centrale: «Nell’area c’è un sito archeologico». L’azienda: monitoraggi in corso

SULMONA. Comitati cittadini per l’ambiente Sulmona, Archeoclub-coordinamento regionale per l’Abruzzo e coordinamento no hub del gas puntano i piedi e chiedono alla Snam di ritirare il progetto per la realizzazione della centrale perché sarebbe troppo vicino a un importante sito archeologico.
Gli oppositori alla centrale hanno spiegato ieri le ragioni del loro no chiedendo proprio alla società di fare un passo indietro alla luce della presenza di importanti resti dell’insediamento di epoca italica e romana presenti in quella zona. «Nell’area di Case Pente, oltre a quello della centrale, c’è un altro sito archeologico che riguarda direttamente l’infrastruttura Snam», hanno spiegato comitati cittadini per l’ambiente Sulmona, Archeoclub d’Italia-coordinamento regionale per l’Abruzzo e coordinamento no hub del gas. «Su questo secondo sito, situato dietro il cimitero di Sulmona, dovrebbero essere interrati i 4 metanodotti di collegamento tra la centrale e l’impianto Snam esistente. Ci chiediamo come mai la Snam non abbia ancora effettuato l’indagine gpr (georadar) anche in questo sito e perché abbia lasciato ampie zone dell’area destinata alla centrale ancora da indagare». Secondo le associazioni in quell’area «c’era una delle più antiche vie tratturali e quasi certamente c’era un antico abitato dal quale, percorrendo la strada che si inerpica lungo il vallone Grascito, si raggiungeva l’area archeologica di Ocriticum vicino Cansano, dove è stato scoperto un grande santuario dedicato a Giove».
Da qui la richiesta indirizzata direttamente alla Snam: «Prenda atto che il suo progetto non può più andare avanti. Rinunci spontaneamente prima che siano le autorità preposte a impedirglielo. Ma non pensi di delocalizzare la sua centrale in un altro posto della Valle Peligna oppure in altri luoghi, perché ovunque incontrerà una forte opposizione. Il nostro Paese e l’Europa non hanno bisogno di nuove infrastrutture per il gas. Le fonti fossili non hanno futuro, né qui né altrove, se davvero vogliamo salvare il nostro pianeta».
Dalla Snam intanto hanno fatto sapere che in questa fase si stanno effettuando i monitoraggi “ante-operam” previsti dal decreto autorizzativo e successivamente si procederà all’esecuzione degli scavi stratigrafici nell’area come richiesto dalla Soprintendenza.(e.b.)