Soccorso alpino, Perilli stronca la polemica

Il presidente contro i consiglieri regionali che vogliono la sede all’Aquila: «La decisione spetta a noi»
L’AQUILA. «Trovo sterili e piuttosto tristi le recenti polemiche che hanno animato il dibattito politico sul trasferimento all’Aquila della sede regionale del Soccorso alpino e speleologico, perché l’Articolo 1 del nostro Statuto riconosce alla nostra associazione nazionale piena autonomia organizzativa, funzionale e patrimoniale». Questo l’intervento del presidente abruzzese del Soccorso alpino e speleologico, Daniele Perilli, circa le polemiche che nei giorni scorsi hanno animato il dibattito politico sulla richiesta di trasferimento all’Aquila della sede regionale del Soccorso alpino portata avanti da alcuni consiglieri regionali, in particolare del capoluogo abruzzese.
E Perilli rincara la dose: «Non capisco perché alcuni politici continuino a portare avanti questa polemica fine a se stessa e senza alcun fondamento giuridico, piuttosto che occuparsi di problemi molto più seri che investono il nostro territorio. Come già più volte ribadito, anche in forma scritta ai consiglieri che stanno portando avanti questa protesta, la nostra è un’organizzazione di volontariato, che deve osservare per legge le regole del proprio statuto, che all’articolo 1 ribadisce che i criteri di costituzione, sede e durata sono autonomi e spettano all’associazione, non alla politica, come disciplinato dall’articolo 6, del decreto legislativo del 29 ottobre 1999. Tale articolo recita infatti che l’associazione di volontariato del Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico, è Sezione nazionale del Cai, ed è dotata di ampia autonomia organizzativa, funzionale e patrimoniale. Inoltre», sostiene ancora Perilli, «questa è una libera associazione nazionale, apolitica, apartitica e senza fini di lucro, ispirata ai principi di solidarietà e fiducia reciproca tra i soci. Il Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico è un’organizzazione di volontariato, che agisce ai sensi del presente statuto, delle leggi nazionali e in attuazione dei principi generali dell’ordinamento giuridico. Operiamo», conclude il presidente, «per rendere le montagne luoghi più sicuri e fruibili, a prescindere dal luogo della sede regionale, che non incide minimamente sulla piena operatività dei nostri tecnici, attivi su tutte e quattro le province abruzzesi. Cerchiamo, inoltre, con la nostra attività di sensibilizzazione di prevenire, per quanto possibile, gli incidenti in montagna. Ecco perché non ci piacciono queste polemiche sterili e prive di risvolti operativi sul piano della nostra efficacia ed efficienza. Auspichiamo un confronto su altri temi, magari finalizzati a rafforzare l’attività di prevenzione, visto che si avvicina un anniversario triste per tutto l’Abruzzo, ovvero la tragedia del Velino».
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