Soldi in arrivo per Duomo e Santa Maria Paganica

3 Maggio 2016

I lavori nei due edifici sacri bloccati per anni da inchieste e burocrazia I fondi fanno parte del piano per la cultura proposto dal ministro Franceschini

L’AQUILA. Dopo più di sette anni forse è arrivata la volta buona per la ricostruzione della Cattedrale di San Massimo e della chiesa di Santa Maria Paganica.

Il Duomo è l’esempio di come burocrazia, caos normativo, appetiti vari possano bloccare la rinascita di un pezzo di centro storico che racchiude storia, religiosità, fede popolare, tradizioni, identità. La scossa del sei aprile 2009 fece crollare gran parte del tetto dell’edificio sacro. E’ ancora un mistero il perché l’allora vice commissario per i Beni culturali Luciano Marchetti che aveva puntellato tutta la città (anche ciò che non era proprio necessario) si dimenticò di far coprire il Duomo (cosa che fu fatto invece per Santa Maria Paganica e Collemaggio) per evitarne il degrado che è ormai sotto gli occhi di tutti. Insomma dopo il danno la beffa. Ma il mistero non riguarda solo Marchetti. Le ordinanze post sisma con le loro contraddizioni condite da scarsa chiarezza hanno fatto il resto. Il Duomo inizialmente fu ricompreso nel mega aggregato “privato” che metteva insieme molti edifici di proprietà della diocesi (è un aggregato molto grande per il quale serviranno oltre 40 milioni di euro) per poi scoprire che la Cattedrale in quanto bene di interesse pubblico vincolato doveva avere un percorso diverso (l’appalto pubblico e non l’affidamento diretto come per gli edifici privati) e della sua ricostruzione si deve occupare la Soprintendenza. Ma chi avrebbe pagato il “progetto privato” fatto – in base alle prime ordinanze – su incarico della Curia? Intorno a questo nodo si è bloccato tutto. L’ultima legge sulla ricostruzione, quella del 2015, ha aperto uno spiraglio dando la possibilità (non c’è un obbligo) alla Soprintendenza di acquisire un progetto già “pronto” sempre se risponde a determinati criteri. Ieri la svolta (almeno si spera). Il Cipe ha approvato il piano strategico turismo e cultura proposto dal ministero guidato da Dario Franceschini. Il Piano stanzia un miliardo di euro del fondo sviluppo e coesione 2014 – 2020 per realizzare 33 interventi in tutta Italia «di tutela e valorizzazione del patrimonio culturale e di potenziamento del turismo culturale». In Abruzzo il piano prevede 30 milioni di euro per il centro storico dell’Aquila e in particolare per il completamento del restauro delle mura cittadine, per il Duomo e per la chiesa di Santa Maria Paganica. Per il Duomo la cifra si dovrebbe aggirare dai 10 ai 15 milioni (più o meno gli stessi che furono cancellati tempo fa proprio perché non si riusciva a dare il via al cantiere). Soldi in arrivo anche per Santa Maria Paganica. In questo caso la “pratica” fu bloccata anche da una inchiesta giudiziaria che coinvolse Marchetti, funzionari pubblici e persino la diocesi. Diocesi accusata, all’epoca, da più parti, di voler mettere le mani sui soldi della ricostruzione e soprattutto di voler utilizzare i fondi per rifare le case dei cittadini per ricostruire le Chiese. Solo con l’avvento del nuovo arcivescovo Giuseppe Petrocchi i toni si sono stemperati ed è stato avviato un confronto costruttivo fra diocesi, Comune e Soprintendenza.

Lo stanziamento fatto dal ministero lascia presumere che forse qualcosa in positivo si sta muovendo. L’assessore comunale alla ricostruzione Pietro Di Stefano in relazione al provvedimento annunciato ieri ringrazia «il ministro Franceschini per l’ennesima prova di attenzione nei confronti della città dell’Aquila».

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