Soldi post-sisma non dovuti Sequestrati 140mila euro

18 Novembre 2017

Il caso a Onna: una donna richiede il contributo, ma non era la prima casa Nei guai anche un geometra. Una perizia ha sovrastimato il valore dell’immobile

L’AQUILA. Ottiene 140mila euro per comprare l’abitazione sostitutiva. Ma l’operazione aveva un doppio vizio. L’immobile per cui è stato richiesto il contributo non era “prima casa”. E inoltre la richiedente, che risiedeva altrove, aveva presentato una perizia che superava di molto il valore della casa danneggiata, nella frazione di Onna.
Ancora un intervento sanzionatorio nell’ambito dei contributi pubblici per la ricostruzione. I finanzieri del Nucleo di Polizia tributaria, coordinati dal tenente colonnello Francesco Maione, in esecuzione di un provvedimento del gip Guendalina Buccella, hanno eseguito un “sequestro preventivo” (anche per equivalente) di oltre 140mila euro, nei confronti di due persone, entrambe indagate, delle quali sono state rese note le iniziali.
Si tratta di R.S., di 54 anni, e del geometra G.M., della stessa età, entrambi aquilani. Sono indagati per l’indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato, in particolare di contributi pubblici concessi dal Comune nell’ambito della ricostruzione.
Le indagini degli uomini delle Fiamme gialle hanno accertato che la donna «mediante la presentazione di false attestazioni, aveva indebitamente ottenuto un contributo pubblico finalizzato all’acquisto di una abitazione sostitutiva a quella danneggiata dal sisma». In particolare, è stato riscontrato che l’immobile per il quale era stato richiesto il contributo, contrariamente a quanto dichiarato dall’indagata, non possedeva il previsto requisito di “abitazione principale”. Inoltre, la richiedente aveva presentato una perizia di stima, redatta dal tecnico coindagato, con la quale era stato attestato anche un valore dell’immobile superiore a quello reale. Per questo motivo, la donna ha ottenuto un contributo di circa 140mila euro che non le sarebbe spettato. Il giudice ha disposto il sequestro, nei confronti dei due, di disponibilità finanziarie e di un immobile, per un importo complessivo pari al contributo illecitamente percepito.
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