Soldi sottratti, l’avvocato confessa
Di Cintio ammette di aver preso 35mila euro al disabile suo assistito
AVEZZANO. Ha ammesso le proprie responsabilità davanti al giudice per le indagini preliminari del tribunale di Avezzano, Daria Lombardi, impegnandosi a restituire la somma sottratta e dichiarandosi pentito di quanto avvenuto. Antonio Di Cintio, avvocato 40enne di Avezzano, ha risposto così all’accusa di aver sottratto denaro a un suo assistito disabile. Scoperto dalla Guardia di finanza, è stato interdetto dall'esercizio della professione per un anno. Nelle vesti di amministratore di sostegno del disabile, l’avvocato gli avrebbe sottratto 35mila euro. I finanzieri della compagnia avezzanese hanno avviato le indagini dopo la denuncia dei familiari del derubato, insospettiti dal fatto che il congiunto non riuscisse a pagare le spese extra nella residenza in cui si trovava, nonostante percepisse pensione e indennità varie.
I finanzieri, analizzando i movimenti bancari, avrebbero quindi accertato che l’avvocato, nominato amministratore di sostegno, aveva abusato della sua funzione impossessandosi della somma. Deve rispondere, dunque, dell’accusa di peculato perché avrebbe gestito in maniera illecita il denaro del suo assistito, attivando in nome e per conto suo un prestito ipotecario di 30mila euro. L’operazione sarebbe servita a ripianare debiti pregressi maturati nella precedente gestione della tutela. In realtà il legale, secondo quanto emerso dalle indagini, faceva uso di quel denaro per scopi personali, evitando addirittura di saldare le rette dovute alle strutture riabilitative. (p.g.)
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