«Sono 14 i verbali della polizia urbana ai commercianti»

8 Giugno 2018

Romano smentisce il sindaco dopo un accesso agli atti: «L’ordinanza firmata nel giorno in cui era in Russia»

L’AQUILA. Quattordici verbali, emessi dai vigili urbani tra il 25 aprile e il 5 giugno nei confronti di altrettante attività commerciali, “ai sensi dell’ordinanza sindacale n. 124 del 28 marzo”, ovvero l’ormai famosa ordinanza “anti suk” firmata dal sindaco Pierluigi Biondi per vietare l’esposizione di frutta e verdura su strade e marciapiedi. Eccola, la prova documentale che conferma che la polizia municipale ha effettuato ispezioni in alcuni bar, pub e ristoranti – non solo del centro storico ma anche di altre zone della città – brandendo proprio quel provvedimento e mettendo in guardia i proprietari dei rischi di contravvenzione a cui sarebbero andati incontro servendo cibi e bevande ai tavoli all’aperto. I verbali, venuti fuori grazie a un accesso agli atti fatto dal consigliere comunale Paolo Romano (Il passo possibile), sbugiardano dunque sia Biondi, che aveva negato la veridicità della notizia parlando di «disinformazione e pressappochismo», sia l’assessore alle Attività produttive Alessandro Piccinini. Quest’ultimo, aveva, in un primo momento, confermato tutto, salvo fare marcia indietro dopo la sfuriata di Biondi, innescando, nel frattempo, un conflitto tra la giunta e i vigili urbani. «Il sindaco ha mentito», afferma Paolo Romano, «e ha costretto a fare altrettanto anche due assessori, Alessandro Piccinini, e Carla Mannetti, che ha la delega alla polizia municipale, gettando discredito su alcuni organi di stampa e, di fatto, sottoponendo la città a un rodeo di sospetti e paure» Romano va anche oltre, notando come l'ordinanza contenga anomalie: «L’ordinanza porta la data del 28 marzo, giorno in cui il sindaco, che risulta averla firmata insieme all’assessore Alessandro Piccinini e al dirigente Domenico de Nardis, si trovava in missione in Russia. Non credendo nel potere di ubiquità del primo cittadino, ci chiediamo come possa averla firmata da uno Stato estero, mettendo a rischio di nullità l’intero atto amministrativo e quelli collegati».
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