Sono in arrivo ambulanti da ogni regione italiana

L’AQUILA. Non solo prelibatezze e prodotti tipici aquilani e abruzzesi. La Fiera dell’Epifania torna a rappresentare anche un’importante vetrina turistica, richiamando artigiani e commercianti da...
L’AQUILA. Non solo prelibatezze e prodotti tipici aquilani e abruzzesi. La Fiera dell’Epifania torna a rappresentare anche un’importante vetrina turistica, richiamando artigiani e commercianti da tutta Italia, oltre che visitatori da fuori. Tra i 280 stand espositivi che domani invaderanno il centro storico dell’Aquila, infatti, si potranno trovare anche la tipica piadina romagnola e i piatti in ceramica di Faenza, i dolci della tradizione campana e poi ancora prodotti dalla Calabria, dal Veneto, dal Lazio e dalla Puglia. Si uniranno a quelli locali, alle calze della Befana, ai casalinghi, all’abbigliamento e ai giocattoli: ce ne saranno per tutti i gusti.
Si tratta di un ritorno al passato. Giunta alla 73ª edizione dopo due anni di stop a causa della pandemia, prima del sisma del 2009 la Fiera dell’Epifania aquilana poteva contare sulla partecipazione di oltre 400 ambulanti. Una grande festa collettiva, che ha sempre esercitato un fascino particolare sugli aquilani e sui turisti. La Fiva Confcommercio e il Comune dell’Aquila hanno curato nel dettaglio la Fiera. E per motivi di sicurezza, anche viste le opere di ricostruzione e i lavori di ripavimentazione di corso Vittorio Emanuele, questa volta si è deciso di ridurre a 280 le bancarelle dislocate in centro, lasciando con l’amaro in bocca oltre 130 artigiani e commercianti che hanno richiesto di partecipare ma che si sono visti giocoforza negare la possibilità.
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