Sorelline introvabili, al vaglio 300 targhe e numeri segreti

La Procura analizza i messaggi in codice lasciati in camera e valuta la condotta della struttura
CIVITELLA ALFEDENA
Dieci giorni di ricerche senza una risposta e una macchina organizzativa che continua a rafforzarsi nel tentativo di ritrovare Sarah e Alisya Di Giacinto, le due sorelle di 12 e 16 anni scomparse dalla casa famiglia di Civitella Alfedena nella notte tra il 6 e il 7 giugno.
IL MISTERO DEI TELEFONI
Le attenzioni degli inquirenti si stanno concentrando nelle ultime ore su tre numeri di telefono che hanno agganciato le celle telefoniche nella vasta area dell’Alto Sangro fino a mercoledì. Dei tre contatti telefonici si è poi persa traccia. Secondo gli investigatori è molto probabile che si tratti di utenze che appartengono alle due ragazze scomparse e qualche soggetto che potrebbe averle aiutate a fuggire. È un indizio concreto che emerge a dieci giorni dalla scomparsa. Si tratterebbe di dispositivi diversi rispetto a quelli che maneggiavano all’interno della casa famiglia, che erano sotto il controllo dei gestori. I cellulari della struttura sono stati trovati, infatti, all’interno delle camere da letto della comunità educativa assieme a biglietti con messaggi in codice da decriptare. Secondo fonti interne alle forze dell’ordine, domande e risposte servivano per comunicare con la madre.
IL COLLEGAMENTO
Dopo aver sentito i primi testimoni, l’inchiesta aperta dal sostituto procuratore della Repubblica di Sulmona Stefano Iafolla è entrata nel vivo. Le attenzioni degli inquirenti si stanno concentrando, tre le altre cose, anche sul 18enne egiziano che è fidanzato con una delle due sorelle. Ai carabinieri della compagnia di Castel di Sangro, che si stanno occupando delle indagini, il giovane aveva riferito che le «ragazze potrebbero essere in un luogo segreto con una parente». Tuttavia si tratta di una supposizione e non di una testimonianza. Gli investigatori infatti non hanno dato seguito al momento alle dichiarazioni del giovane che potrebbe essere invece il ponte di collegamento tra le ragazze e qualche contatto esterno. Secondo gli inquirenti il 18enne non sarebbe del tutto estraneo all’allontanamento della 12enne e della 16enne. Si continua quindi ad indagare sull’abbandono e sottrazione di minori, ipotesi di reato che tiene in considerazione la posizione degli operatori della casa famiglia. Formalmente non ancora indagati.
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