Sorgente Fiuggino, la Regione diffida Colella

9 Dicembre 2016

La dirigente del servizio: la Santa Croce non può utilizzare acque minerali senza le concessioni

CANISTRO. Scatta la diffida della Regione nei confronti della società di Camillo Colella a utilizzare acque minerali senza le concessioni. È il caso della vecchia sorgente del Fiuggino. La Regione, e in particolare il dirigente del servizio Iris Flacco, accompagnata da alcuni funzionari, ha eseguito un sopralluogo nel vecchio stabilimento dove si trovava un tempo la sorgente denominata Santa Croce- Fiuggino, la cui concessione sarebbe ancora in possesso dell’azienda di Colella. Sono state avviate delle verifiche per bloccare anche quell’area affinché non si crei ulteriore caos nella vicenda già sufficientemente confusa. In sostanza, secondo la Regione non ci sarebbero reti da cui attingere acqua dalla sorgente Fiuggino e non ci sarebbero neanche autorizzazioni al riguardo. Per la Regione, quindi, non c’è alcuna possibilità per l’azienda di Colella di miscelare acqua di sorgente con quella della Santa Croce, cioè la sorgente Sant’Antonio-Sponga.

Il sopralluogo ha quindi evidenziato che non esistono altre sorgenti attive o autorizzate e per tale motivo la società è stata diffidata dall’eseguire interventi strutturali sulla rete di adduzione visto che non ci sono autorizzazioni in merito. «Abbiamo verificato lo stato e la consistenza della concessione del Fiuggino», ha spiegato la Flacco, «e ho già avviato la procedura del decadimento». Ora, però, la vicenda del Fiuggino sembra finire in secondo piano. Dopo la decisione del tribunale del Riesame dell’Aquila, che ha annullato il sequestro preventivo della valvola e del misuratore posti sulla condotta di adduzione della sorgente Sponga di Canistro situato nello stabilimento dell’acqua Santa Croce, i lavoratori e la Regione temono che Colella possa ricominciare a imbottigliare.

Il sequestro messo in atto dai carabinieri su provvedimento della procura della Repubblica di Avezzano, poi convalidato dal Gip dopo gli esposti della Regione contro la società Santa Croce, è stato infatti annullato.

L’accusa nei confronti di Colella era quella di aver manomesso valvola e misuratore al fine di captare acqua senza autorizzazione. Nelle prossime ore, in vista della scadenza del bando per la nuova concessione, fissata per il 15 dicembre, l’attenzione sullo stabilimento sarà massima. (p.g.)

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