Sorpassi a 100 all’ora e lo schianto Così è stata uccisa la giovane Sara

4 Gennaio 2020

Automobilista denunciato prima di Natale per guida in stato di ebbrezza, ha una patente non in regola Decisivo il racconto di tre testimoni. La Procura sta valutando una misura cautelare per il 25enne

AIELLI. Era stato già denunciato per guida in stato di ebbrezza. La sua patente non è in regola. E si è reso protagonista di tre sorpassi azzardati a oltre 100 chilometri orari prima dello schianto mortale contro l’auto su cui viaggiavano Sara Sforza, la vittima, e il suo fidanzato Alessio Vergari, ferito. Si chiama Jarrar Ayoub, ha 25 anni, è di origine marocchina, ed è indagato per omicidio stradale. Il giovane si trova ricoverato all’ospedale San Salvatore dell’Aquila, dopo il trasferimento disposto dai medici di Avezzano. Ha un trauma cranico, ma non è grave.
TRE TESTIMONI CHIAVE. Sono gli automobilisti superati dall’Alfa Romeo 159 del marocchino, prima che questa si schiantasse contro la Renault Twingo dei due fidanzati di Aielli. Ed è quanto emerge dalle indagini dei carabinieri della compagnia di Avezzano, agli ordini del capitano Pietro Fiano. I militari hanno ascoltato i tre per ricostruire la dinamica dello scontro avvenuto a Celano giovedì pomeriggio e costato la vita alla 23enne di Aielli. Ascoltata anche la fidanzata del marocchino, una ragazza di Avezzano, che non ha riportato neppure un graffio. Non risultano persone in fuga e viene quindi smentita dagli inquirenti una delle tante voci che circolava nelle ore successive al dramma.
UNA FOLLE CORSA. Secondo quanto emerge dalle indagini, il marocchino, che procedeva in direzione Avezzano, ha sorpassato a velocità sostenuta le tre auto, prima di incrociare il destino di Sara Sforza alla guida della Twingo. Il 25enne ha tentato di rientrare nella sua corsia, senza successo, centrando in pieno l’utilitaria e tamponando poi una seconda macchina. Il tutto in un tratto della Tiburtina dove si trovano la linea continua che vieta i sorpassi e un dosso che riduce notevolmente la visibilità.
CHI È L’INDAGATO. Jarrar Ayoub è arrivato in Italia da giovanissimo. Dopo una prima permanenza in Emilia Romagna si è trasferito nella Marsica. Risiede nella frazione di San Pelino (e non a Paterno come emerso in un primo momento) ma soprattutto ha avuto già problemi con la giustizia italiana. Era finito sotto inchiesta per spaccio di sostanze stupefacenti. Ipotesi di reato contestata in Emilia Romagna. Anche nella Marsica è finito in più di un dossier delle forze dell’ordine, prima come clandestino, con un provvedimento di espulsione impugnato in Cassazione dal suo legale, poi incappando nella rete della polizia. Poco prima di Natale, infatti, si era allontanato da un posto di blocco ad Avezzano. Rintracciato dagli agenti, il 25enne era stato trovato alla guida in stato di ebbrezza alcolica e per tale ragione denunciato. Accertamenti sono in corso sulla patente di guida. Il giovane è difeso da un avvocato d’ufficio. In ospedale è stato scoperto che nel sangue del guidatore c’erano tracce di cocaina, oppiacei e alcol.
IL MANCATO ARRESTO. Già nelle ore precedenti la tragedia sono esplose feroci polemiche perché la Procura di Avezzano ha deciso di non emettere misure cautelari nei confronti dell’indagato, che deve rispondere di omicidio stradale. Non è stato adottato alcun provvedimento, stando a quanto emerso negli uffici di via Corradini, perché sulla flagranza del reato ci sono sentenze della Cassazione secondo le quali deve esserci la cognizione diretta dei fatti da parte dell’organo di polizia, anche per un incidente stradale. Ma sempre da fonti vicine alla Procura si è appreso che il pubblico ministero Andrea Padalino, titolare dell’inchiesta, nelle prossime ore potrebbe chiedere al gip del tribunale una misura cautelare restrittiva per il 25enne. Un po’ il percorso seguito nel caso dell’investimento mortale di Roma, dove una vettura ha travolto e ucciso Camilla Romagnoli e Gaia Von Freymann. Padalino vuole avere un quadro probatorio completo.
LE ALTRE INDAGINI. La Procura di Avezzano ha disposto una ricognizione cadaverica sul corpo della giovane vittima. L’incarico è stato affidato all’anatomopatologa Simona Ricci che questa mattina eseguirà la consulenza medico legale. Subito dopo dovrebbe esserci la restituzione della salma alla famiglia. I mezzi coinvolti nell’incidente sono stati sequestrati. La famiglia della vittima è assistita dall’avvocato Toni Montagliani. La famiglia Vergari, invece, si è rivolta all’avvocato Lucio Cotturone.
SARÀ LUTTO CITTADINO. I funerali potrebbero essere celebrati domani pomeriggio ad Aielli. Si attende solo la conferma. Il sindaco Enzo Di Natale ha già pronta l’ordinanza per la proclamazione del lutto cittadino. Ieri Di Natale, che nel frattempo ha annullato tutte le manifestazioni natalizie, ha fatto visita nell’abitazione della vittima per portare il cordoglio proprio e di tutta la comunità ai genitori della 23enne, alla madre Domenica Barbieri e al papà Fabio, noto commerciante di carni originario di Celano.
FIORI SULLA STRADA. Un mazzo di fiori è spuntato in mattinata sulla Tiburtina, nel punto dell’impatto costato la vita alla giovane, dove c’è ancora il nastro dei vigili del fuoco. E dove le auto continuano a sfrecciare.
©RIPRODUZIONE RISERVATA