Sos per le scuole vulnerabili

Una relazione preoccupa i genitori della Giovanni XXIII. Il Comune: edifici tutti agibili
AVEZZANO. La relazione in possesso dei genitori non fa stare sereni. E alla vigilia dell’inizio dell’anno scolastico quelli che hanno i propri bambini nella scuola primaria Giovanni XXIII in via Di Lorenzo (ex via delle Industrie) tornano a mostrare timori mai nascosti. L’indice di rischio è di 0.318, stando alle schede disponibili sul sito della Regione dal Dipartimento di Protezione civile (pubblicate sul sito www.ilcentro.it). Nella struttura in cemento armato, realizzata nel 1966, ci sono oltre 280 alunni.
«FARE CHIAREZZA». Una delegazione di genitori della Giovanni XXIII «vuole chiarimenti in merito ai provvedimenti che l’amministrazione comunale di Avezzano intende intraprendere per l’istituto. La preoccupazione nasce dal fatto che, nonostante il Comune abbia documenti che attestino la vulnerabilità sismica dell’edificio, la scuola riaprirà regolarmente, senza che a oggi siano stati progettati o effettuati interventi».
ECCO IL DOCUMENTO. La relazione a cui fanno riferimento i genitori è datata 30 novembre 2011 – voluta dopo il terremoto dell’Aquila – e porta la firma dell’ingegnere Antonio Felice Spera. Nella relazione vengono evidenziate carenze strutturali: «Le proprietà intrinseche dei singoli elementi strutturali, così come evidenziato dagli esiti delle prove e dai saggi svolti, evidenziano notevoli carenze di materiale che condizionano la resistenza e la duttilità delle sezioni necessarie per fronteggiare adeguatamente gli effetti delle azioni sismiche». E ancora: «L’analisi effettuata secondo le attuali norme Ntc 2008 fa emergere l’elevata vulnerabilità della struttura nei confronti dell’azione del terremoto di progetto con valore di rischio sismico elevati sia nei confronti di meccanismi duttili che fragili. Le armature degli elementi strutturali risultano non adeguate a quanto necessario con particolare riferimento alle staffe di assorbimento del taglio, il passo è eccessivo e non regolare nelle sezioni. I telai presentano armature e quindi inerzia maggiore sul lato dei telai corti (parte trasversale), con assenza di ferri di parete e quindi scarsamente armate sul lato longitudinale di entrambi i corpi di fabbrica; infatti dai calcoli si evidenziano maggiormente carenze su tale direzione».
L’ISTITUTO IN CENTRO. Ma le preoccupazione non riguardano solo la scuola di via Di Lorenzo. Visto il basso indice di vulnerabilità sismica (inizialmente di 0.149, poi ricalcolato a 0.350) delle scuole Corradini-Fermi-Mazzini in centro. Indice che da oltre un anno innesca polemiche e tensioni. Secondo Simona Santullo, la mamma avezzanese che fa parte di Assai (Associazione scuole sicure Abruzzo Italia) «per il Comune servono interventi per migliorare la struttura in attesa della costruzione di un nuovo polo scolastico, ma se dovesse ricominciare lo sciame sismico l’amministrazione non deve pensarci due volte a spostare i bambini in altre strutture».
DE ANGELIS RISPONDE. Che cosa intende fare il Comune per le scuole Giovanni XXIII e Corradini-Fermi-Mazzini? «La scorsa settimana», spiega il sindaco Gabriele De Angelis, «abbiamo incontrato i dirigenti scolastici e abbiamo condiviso e affrontato le principali criticità che ci sono state rappresentate, ricorrendo a significativi impegni di spesa per risolvere problemi annosi, come ad esempio l’impianto di riscaldamento della Fermi-Mazzini. Altrettanto faremo non appena i dirigenti ci presenteranno altre richieste per interventi di manutenzione che si ritenessero necessari. Riguardo al piano scuole, stiamo procedendo con velocità e oltre alla messa in sicurezza degli edifici già esistenti ci siamo attivati per completare il piano scuole, cui diedi avvio quando venni nominato assessore ai Lavori pubblici. I criteri in base ai quali abbiamo effettuato le scelte di collocamento degli studenti sono lo stato degli immobili alla luce dei sopralluoghi, delle verifiche tecniche, delle istanze dei dirigenti e, non ultime delle aspettative delle famiglie che hanno iscritto i figli nei rispettivi istituti. A tal proposito, siamo pronti a confrontarci, dati alla mano, con i genitori degli alunni di tutte le scuole, tutte agibili».
GLI INTERVENTI. E il sindaco prosegue: «Senza entrare nel dettaglio di ogni istituto, mi limito a ricordare che a fine luglio, appena insediati, la nostra prima preoccupazione è stata quella di chiedere fondi al Cipe per un importo di 3 milioni destinati ai lavori della primaria Giovanni XXIII di via Di Lorenzo, per la quale non era stata ancora prevista una copertura finanziaria, e 800mila alla primaria di San Pelino e all’infanzia di Caruscino».
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