Sos siccità in Valle Peligna «Vanno riempiti gli invasi»

30 Marzo 2019

Confagricoltura sollecita l’intervento del Consorzio di bonifica Aterno Sagittario «Amministratori occupati in altri interessi, deve intervenire subito la Regione»

PRATOLA PELIGNA. Chiedono al Consorzio di bonifica Aterno Sagittario di Pratola Peligna di riempire gli invasi con l’acqua del fiume Aterno: a lanciare l’allarme contro la siccità e la politica, che starebbe anteponendo altri interessi a quelli reali degli agricoltori, sono gli esponenti di Confagricoltura L’Aquila. «Da oltre due mesi sul territorio della Valle Peligna e in altre zone amministrate dal Consorzio non si registrano piogge consistenti», afferma Fausto Ruscitti, presidente di Ansape Terrantica e consigliere in quota Confagricoltura nel Consorzio, «inoltre, stando alle previsioni, la pioggia non dovrebbe arrivare a breve, mentre le temperature miti stanno agendo sulla crescita del seminato, per questo dal 23 marzo abbiamo chiesto in forma scritta al Consorzio di provvedere al caricamento degli impianti di irrigazione e dare sostegno alle colture». Stando a quanto affermato da Confagricoltura, inoltre, il fiume Aterno, dal quale dovrebbe essere pompata acqua per riempire gli invasi destinati all’irrigazione agricola, sarebbe in regime di massima portata e l’eventuale presa dell’acqua non dovrebbe arrecare danni ai pesci e altre specie. Una buona salute del fiume che non dovrebbe portare alla riduzione dell’acqua necessaria per far funzionare la centrale Enel. «Non capiamo la posizione del Consorzio, evidentemente gli amministratori sono troppo occupati a portare avanti il programma delle assunzioni fortemente contestato dalla nostra organizzazione», aggiunge Fiorenzo Schiavitti, consigliere di minoranza del Consorzio, «è ora che la nuova giunta regionale intervenga per riportare alla ragione questi amministratori che dilapidano le risorse pubbliche in assunzioni non necessarie e clientelari e che induca il presidente Salvatore Zavarella a rimettere il mandato per risolvere il suo conflitto di interesse e proceda rapidamente a sostituire gli amministratori nominati». Il riferimento è al recente passaggio di consegne che ha visto l’ex presidente Ernesto Zuffada fortemente contestato da Confagricoltura e Cia per le scelte di rinnovare a 126mila euro lordi l’anno, per cinque anni, l’incarico di direttore per Giuseppe Sciullo e del bando per la ricerca di un avvocato a cui dare un incarico lavorativo per 75mila euro l’anno. Provvedimenti che avevano spinto le associazioni di Cia e Confagricoltura a protestare e a tirare in ballo anche la Corte dei Conti. Con questa nuova iniziativa, che chiama in causa anche la giunta regionale, gli agricoltori sperano nella messa a disposizione dell’acqua per l’irrigazione dei campi.
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