Sostegno, bloccati i corsi dell’Ateneo per 70 specializzandi

11 Giugno 2020

La denuncia degli aventi diritto: «Selezionati da un anno ma l’Università non ha ancora attivato le lezioni on line

L’AQUILA. «Da ormai un anno abbiamo superato la dura selezione per accedere al corso per diventare insegnanti di sostegno, ma l’Università ancora non lo attiva». A denunciare la situazione sono i circa 70 idonei del IV ciclo del tirocinio formativo attivo (Tfa), che contestano la mancata attivazione da parte dell’Ateneo delle lezioni on line per il corso, mai partito a causa dell’emergenza Covid-19. Un problema già esposto al rettore Edoardo Alesse e al ministro dell’Università Gaetano Manfredi con una lunga lettera.
IL CASO. «Si tratta di una situazione assurda», secondo gli studenti, poiché «il ministro, a maggio, ha autorizzato l’avvio delle attività formative dei corsi di specializzazione sul sostegno didattico per i candidati risultati idonei nei cicli precedenti, anche utilizzando modalità a distanza», come spiega la referente degli idonei, l’avvocato Maria Grazia Spina. Le lezioni on line sono state infatti attivate da altre università italiane, ma non da quella del capoluogo abruzzese. «Confidiamo che l’Ateneo dell’Aquila non deluda le legittime aspettative dei tanti docenti che rischiano di vedere vanificati anni di studi e sacrifici», continua l’avvocato Spina. «È noto a tutti, infatti, come la disponibilità di insegnanti specializzati rappresenti, per le scuole italiane, una vera e propria emergenza, alla quale non si riesce a far fronte. Per questo nelle scuole viene utilizzato spesso personale non formato. Eppure ci sono docenti che hanno superato tutte le prove della precedente selezione, che hanno, dunque, già affrontato con successo un percorso di studi specifico e che ben possono essere formati in tempi rapidi, utilizzando le modalità a distanza».
LA SOLUZIONE. Secondo gli studenti, infatti, i corsi potrebbero essere attivati tempestivamente. Basterebbe “scorporarli” dal V ciclo: gli idonei del IV, infatti, dovrebbero frequentare il corso insieme ai vincitori di V, il cui concorso si sarebbe dovuto espletare nei mesi scorsi, ma che di fatto non è ancora partito. «In tal modo potrebbero essere contemperate le esigenze di tutela del diritto allo studio dei disabili, a cui deve essere garantito “personale docente specializzato”, il diritto degli insegnanti risultati idonei nel precedente ciclo a non essere scavalcati da personale non specializzato, infine il diritto degli altri aventi titolo a partecipare alle nuove selezioni quando ve ne sarà l’opportunità», conclude l’avvocato. «I soprannumerari, risultati idonei nella scorsa procedura di selezione, hanno manifestato ampia disponibilità a iniziare il percorso di specializzazione attraverso modalità a distanza facendo espressa istanza in tal senso». L’Università ha fatto sapere agli interessati che «si sta valutando la possibilità o meno di adottare la didattica a distanza per gli idonei dei precedenti cicli di specializzazione».
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