Sotterravano eternit, denunciati
Nei guai quattro avezzanesi, gettavano in un buco lastre spezzate
AVEZZANO. Sono accusati di aver nascosto amianto sbriciolato in un terreno. Si tratta di 4 imprenditori marsicani finiti nei guai dopo un’indagine dei carabinieri forestali della stazione di Avezzano. Secondo l’accusa, stavano toglievano lastre di eternit da un tetto per poi farle a pezzi e gettarle in profonde buche scavate con un mezzo.
Nel registro degli indagati sono stati iscritti B.S., N.M, G.D.F. ed F.F, tutti residenti ad Avezzano. In particolare due di loro, che stavano smantellando il tetto, alla vista dei militari avrebbero provato anche a darsi alla fuga. Uno in particolare, quello che stava mettendo la guaina dove erano state tolte le lastre, è fuggito e i carabinieri sono riusciti a identificarlo solo successivamente. I militari hanno chiesto il sequestro dell’intera area, convalidato dal sostituto procuratore Ugo Timpano. I fatti risalgono a qualche giorno fa. Due carabinieri forestali erano impegnati in un servizio al nucleo industriale di Avezzano e notando un escavatore che stava lavorando in un sito di circa 70 metri quadri, poi risultato di proprietà di un imprenditore della zona, si sono nascosti in un’area attigua per osservare l'operazione. Oltre ai 2 presunti esecutori materiali del reato e al proprietario del terreno, nei guai anche una quarta persona al lavoro sul tetto di un immobile adiacente. Il sito è stato sequestrato per «pericolo di dispersione di tracce e cose pertinenti al reato». Gli avvocati sono Luca Motta, Paolo Palma, Mario Del Pretaro e Gianluca Presutti. (p.g.)
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