Sotto sequestro la porta che ha ucciso la bambina

29 Ottobre 2021

I carabinieri sono tornati nel campetto di calcio dismesso a Rocca di Botte Le indagini vanno avanti. In Procura aperto un fascicolo per omicidio colposo

ROCCA DI BOTTE. È stata sottoposta a sequestro probatorio, da parte dei carabinieri, la vecchia porta da calcio, del peso di cento chili, che si trovava nel campo sportivo dismesso di Rocca di Botte, dove è morta la piccola Sofia di soli 5 anni. La porta sarà oggetto di un accertamento tecnico finalizzato alla ricostruzione della tragedia sulla quale continuano a indagare i carabinieri della Compagnia di Tagliacozzo, al comando del capitano Michele Valentino Chiara. In particolare i militari stanno eseguendo tutti i rilievi finalizzati ad accertare la dinamica dell’incidente che ha provocato il decesso della bambina. A tal proposito sarà interpellato anche un consulente tecnico della Procura.
Gli investigatori stanno portando avanti ulteriori rilievi tecnici che potrebbero aggiungere nuovi elementi a quelli già in possesso degli inquirenti. Due i filoni d’inchiesta: il primo finalizzato a una dettagliata ricostruzione dei fatti e il secondo relativo alla custodia dell’impianto sportivo di proprietà del Comune di Rocca di Botte. In particolare, c'è da capire come un oggetto statico, qual è una porta di ferro, possa aver colpito in movimento la bambina. Bisognerà infine chiarire come mai il campo sportivo, in disuso da anni, fosse accessibile alle persone. Dalle dichiarazioni di sindaco e vicesindaco, anche queste al vaglio degli investigatori, l’area era accessibile. I militari dell’Arma hanno consegnato il 21 ottobre una prima relazione sull’accaduto dopo aver eseguito rilievi fotografici e planivolumetrici per dare alla Procura nuovi elementi per eventuali iscrizioni. L’incidente si è verificato il 19 ottobre nella zona di Camerata. Secondo quanto emerso finora, la piccola, originaria di Acilia, in provincia di Roma, si trovava con i genitori, una coppia di 27 e 30 anni, nel campetto che un tempo veniva utilizzato per le partite di calcio locali. A Rocca di Botte i nonni materni hanno una seconda casa. Sulla tragedia e soprattutto sulla dinamica dell’incidente stanno cercando di fare piena luce gli inquirenti della Procura di Avezzano che hanno aperto un fascicolo per omicidio colposo. Il procedimento, dopo dieci giorni, è ancora contro ignoti, ma non si esclude che nelle prossime ore qualcuno possa essere iscritto nel registro degli indagati. L’inchiesta è coordinata dal sostituto procuratore della Repubblica di Avezzano, Elisabetta Labanti. Intanto la vecchia porta del campo di calcio che ha travolto la piccola Sofia è stata portata via per ulteriori esami.
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