«Sottoservizi, le frazioni fanalino di coda»

De Paolis (ex consigliere comunale): «A Sant’Angelo di Bagno case rifatte, ma nessun servizio»
BAGNO. «Nel decennale del sisma avevo chiesto di inserire la frazione di Sant’Angelo di Bagno tra quelle prioritarie per realizzare i sottoservizi perché il paese era già ricostruito. Oggi, 5 anni dopo, sono aumentate le famiglie che vivono a Sant’Angelo, ma di servizi neanche l’ombra. Infatti lì si vive al buio con le strade sempre più dissestate». Lo scrive Tonino De Paolis, ex consigliere comunale che vive a Bagno. «Dopo tanti anni dal sisma», continua De Paolis, «urge una riflessione a tutto tondo sulle cose fatte bene e le altre non realizzate o peggio fatte male. Se partiamo dalla ricostruzione privata non possiamo non rilevare come l’arrivo del superbonus abbia rallentato notevolmente la ricostruzione. Infatti questa misura, nata da un’idea lungimirante, è stata scritta male e gestita peggio. Per cui siamo passati da un magico 110% al nulla di oggi. Il risultato è stato quello di far lievitare i prezzi e fermare la ricostruzione. Ora la ricostruzione sta riprendendo, ma con i costi dei materiali altissimi e infatti si è dovuti intervenire con finanziamenti integrativi per le pratiche già definite. La cenerentola è ancora la ricostruzione pubblica che naviga in alto mare non solo per la mancanza dei fondi quanto per le asfissianti procedure burocratiche. Infatti anche quando riconosciamo gli errori o i percorsi sbagliati non siamo poi in grado di intervenire. Un esempio per tutti è la ricostruzione delle piccole chiese inserite negli aggregati: bastava finanziarle coi lavori degli aggregati e oggi avremmo decine di edifici sacri già agibili. Per non parlare dei sottoservizi, questi sconosciuti. Nelle frazioni i tempi per realizzarli saranno biblici». (g.p.)

