Spacciatore ucciso, maxi risarcimento

29 Dicembre 2017

Mezzo milione alla moglie del 31enne inseguito e travolto da un’auto. Pagherà anche il Fondo vittime della strada

AVEZZANO. Mezzo milione di euro di risarcimento danni alla moglie dello spacciatore nordafricano assassinato nella notte fra il 3 e il 4 gennaio di quattro anni fa in via Jugoslavia ad Avezzano. E parte della somma dovrà essere versata dal Fondo vittime della strada per la regione Abruzzo perché la vettura che ha investito e ucciso l’uomo era senza copertura assicurativa. È la sentenza emessa dal tribunale di Avezzano nella causa civile di primo grado per la morte di Said Erradi, marocchino di 31 anni, domiciliato in città. Oltre al Fondo vittime della strada, sono stati condannati a pagare i danni Angelo Rodorigo, i fratelli Angelo e Antonello Ferreri, tutti di Avezzano, ed El Habib Chouki. Quest’ultimo, contumace, proprietario della Renault Megane senza assicurazione utilizzata per compiere l’omicidio. Il giudice Francesco Lupia ha fatto riferimento a un codice che sancisce che il Fondo risarcisce i danni causati dalla circolazione dei veicoli o dei natanti in specifici casi, fra i quali il sinistro cagionato da un veicolo o natante non coperto da assicurazione.
In aula è stata ricostruita la vicenda sfociata nel delitto. Rodorigo e i due Ferreri sono accusati di omicidio premeditato, rapina aggravata, detenzione illecita di oggetti atti ad offendere e minaccia. Per i tre è in corso anche un procedimento penale. Secondo l’accusa, i tre volevano impossessarsi di due dosi di cocaina, senza pagare un euro. E a tale scopo avevano dato appuntamento ad Erradi. Dettagli che emergono da una serie di testimonianze e dalle intercettazioni raccolte dagli agenti del commissariato di polizia. Ma il piano per dare una “sola”, parola pronunciata dai Ferreri e che emerge da un’intercettazione , non è andato come nelle previsioni. Così quella notte i tre imputati e la vittima si sono incontrati nei pressi di un tabaccaio in via America. Appuntamento filmato da una telecamera. Erradi, dopo avere capito che la trattativa si andava trasformando in una trappola, è scappato in via Francia. Inseguito dalla Renault Megane. In via Jugoslavia la tragedia. Una prima volta la vettura avrebbe cercato di investire il marocchino ma sarebbe finita contro un garage. A quel punto Rodorigo avrebbe cercato di colpire l'immigrato con la portiera dell'auto. Poi la retromarcia fatale. Tre, quattro minuti in tutto ma parecchio trambusto, tanto da svegliare il vicinato. Uno dei tre avrebbe preso il portafogli della vittima, ritrovato successivamente in prossimità della chiesa di San Giovanni.
Di recente, davanti al Gup, una consulenza ha scagionato Angelo Ferreri e Angelo Rodorigo. Per il Ctu del giudice, Angelo Ferreri il giorno del delitto era in «uno stato di confusione generale in cui riferisce di aver assunto alcol, cocaina ed eroina nel periodo in cui fumava assiduamente anche crack. È evidente che lo stato in cui versava non era tale da permettergli di avere cognizione reale di quanto accaduto». Anche Angelo Rodorigo, sempre secondo il Ctu, «aveva una totale incapacità di intendere e volere e da una totale incapacità di autodeterminarsi difronte ad azioni che si profilavano quali reati». Per Antonello Ferreri, invece, il processo è stato aggiornato, mentre gli altri potrebbero essere prosciolti col rito abbreviato.
Diversa la conclusione in sede civile in favore della moglie della vittima, assistita dall’avvocato Berardino Terra. La donna, anche lei originaria del Marocco, dovrà avere mezzo milione di euro.
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