Spaccio e botte a un carabiniere, condannati

19 Settembre 2020

Nove anni complessivi a una coppia di Luco dei Marsi, la donna accusata anche di oltraggio

AVEZZANO. Traffico di droga e pestaggio di un carabiniere per permettere la fuga di un complice spacciatore. Sono queste le accuse nei confronti di due persone condannate dal collegio del tribunale di Avezzano presieduto dal giudice Zaira Secchi. Si tratta di Hicham Aroub, marocchino, e Marzia Maria Grazia Palma, entrambi residenti a Luco dei Marsi. Il primo accusato di spaccio è stato condannato a 6 anni e 4 mesi di reclusione, oltre a una multa di 27mila euro, mentre l’altra, accusata anche di oltraggio e resistenza a pubblico ufficiale, a 3 anni. La vicenda è una costola dell’operazione “Empty den” durante la quale era stata sequestrata anche una grossa quantità di denaro, circa 16mila euro, oltre a due auto e 3,4 grammi di cocaina. Le indagini avevano permesso di ricostruire l’aggressione subita il 2 giugno 2011 da un appuntato della stazione dei carabinieri di Luco. I responsabili, tutti identificati, avevano agito nel tentativo di consentire la fuga a un complice che era stato bloccato dal militare e trovato in possesso di circa 5 grammi di cocaina. In quella circostanza, il militare, pur avendo riportato delle ferite, era riuscito con l’aiuto di altro militare ad arrestare uno spacciatore e a sequestrare lo stupefacente. L’indagine era stata avviata nel mese di gennaio 2011 sulla scorta di informazioni investigative emerse a seguito di alcuni arresti di stranieri di origine marocchina, alcuni dei quali avevano assunto un ruolo preponderante nell’ambito dello spaccio di sostanze stupefacenti nel comprensorio della Marsica, avendo come base operativa Luco. È proprio in tale ambito che le indagini avevano permesso di individuare alcuni soggetti capaci di gestire il traffico di stupefacenti anche grazie ai contatti, di più alto livello, con personaggi dell’area lombarda, che garantivano l’approvvigionamento della droga per il Fucino. Per altri due imputati, Nadia Satta e Hafid Arroubi, è invece scattata la prescrizione dei reati. Erano difesi dagli avvocati Luca e Pasquale Motta.