Spaccio e risse, fuga dalla piazza Il commercio perde altri pezzi

3 Dicembre 2023

I gestori dell’edicola nei giardinetti si arrendono al degrado: «Terra di nessuno, eravamo punto di legalità» E il Comitato degli esercenti al Comune: «Speriamo arrivi l’annunciato progetto di riqualificazione»

AVEZZANO. La storica edicola di piazza Matteotti abbassa le saracinesche. Non senza polemiche. I titolari, per loro stessa ammissione, si arrendono a una situazione di incuria alla quale, al momento, sembra non esserci alcun rimedio. L’ormai ex titolare dell’attività, Guido Tazzi, e la moglie, Roberta Maiolini, parlano della loro attività – chiusa dopo un anno e mezzo – come di un «punto di legalità» in una zona in cui «a farla da padrone sono lo spaccio di droga, l’abuso di alcol e la maleducazione dei padroni dei cani», tanto da essere considerata, anche dal questore, una delle zone a maggior rischio degrado della città.
LO SFOGO
L’ultimo giorno di lavoro è stato preceduto da un post su Facebook. «Ci sono situazioni di cui bisogna prendere atto, darsi un pizzicotto, mettere un punto e andare avanti. Per aprire l’attività ci abbiamo messo un anno e mezzo, perché la burocrazia uccide questo Paese», le amare parole di Tazzi e Maiolini, «abbiamo iniziato con entusiasmo, abbiamo fatto battaglie affiancati da vicini e commercianti, abbiamo cercato di portare avanti un’attività che è lì da più di 60 anni, abbiamo cercato di avere fiducia, abbiamo creduto a chi ci diceva che quella zona sarebbe cambiata. La crisi delle edicole c’è, chi lo nega», aggiungono marito e moglie, «ma nella nostra città ci sono ancora tante persone che leggono, che ritengono le edicole punti di aggregazione, di socialità. La nostra era anche un punto di legalità, l’unico in quella che è quasi terra di nessuno, tra spaccio, alcool, padroni di cani che sanno solo sporcare. Abbiamo lottato, ci abbiamo creduto, ma non è servito a nulla. Seicentosedici euro di suolo pubblico in un anno a noi sono apparsi un’enormità. È stato il nostro ultimo giorno di apertura, poi rimarrà il mutuo da pagare. È una sconfitta ma cercheremo di guardare avanti con ottimismo».
LA STORIA
Si tratta di una delle più antiche edicole della città, con oltre mezzo secolo di attività alle spalle. Era stata gestita per 23 anni da Nunzio Subrani, originario di Celano ma residente a Villa San Sebastiano di Tagliacozzo, che dopo un ventennio di duro ma affascinante lavoro aveva deciso di metterla in vendita per godere di un meritato riposo. Dopo un paio d’anni di chiusura, la saracinesca era tornata ad alzarsi grazie a Guido Tazzi e Roberta Maiolini. La riapertura dell’edicola è stata accolta come un bel segnale per gli altri commercianti della zona, finita più volte al centro di polemiche per la fuga delle attività commerciali e per episodi di microcriminalità. Il Comitato dei commercianti di corso della Libertà aveva salutato con soddisfazione il ritorno dell’edicola. E anche il vecchio proprietario Subrani si era detto molto felice.
REAZIONI AMARE
Ora, a chiusura annunciata, lo stesso Comitato dei commercianti esprime tutto il proprio rammarico. «Con ogni attività che si spegne si perde un presidio di sicurezza e si persono posti di lavoro», commenta Giuliana Di Pasquale del Comitato commercianti, «e questo ci crea enorme dispiacere. Ci è stato promesso un progetto di riqualificazione per corso della Libertà e per la stazione; speriamo sia messo in campo al più presto. I tempi per la sopravvivenza delle attività sono fondamentali», conclude, «per questo speriamo che si faccia presto, non possiamo permetterci che altri commercianti abbandonino il corso e la stazione».
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