Sparisce mezzo milione di euro: indagati madre e figlio assicuratori

A Pettorano sul Gizio polizze, titoli e investimenti fantasma. La vittima ha ricostruito minuziosamente il meccanismo del raggiro
SULMONA. Un sistema ben oliato che per oltre un decennio avrebbe drenato i risparmi di una vita di ignari investitori, trasformando polizze e titoli in investimenti “fantasma”. L’inchiesta che scuote la Valle Peligna si arricchisce di un nuovo, drammatico capitolo: la denuncia di un allevatore di 66 anni di Pettorano sul Gizio, che tra il 2014 e il 2025 avrebbe visto svanire nel nulla oltre mezzo milione di euro. L’uomo ha formalizzato l’esposto lo scorso 6 aprile presso le caserme della Guardia di Finanza e dei Carabinieri, chiedendo l’adozione di provvedimenti cautelari nei confronti di due assicuratori di Sulmona, madre e figlio.
La vittima ha ricostruito minuziosamente il meccanismo del raggiro: la consegna di un assegno da 300mila euro destinato a investimenti ritenuti sicuri che, invece di fruttare, sono scomparsi insieme agli interessi maturati in dieci anni, stimati in circa 120 mila euro. Un danno economico pesantissimo, aggravato dal momento di profonda fragilità familiare che l’uomo sta attraversando a causa della grave malattia della moglie. Per l’allevatore si tratta della cancellazione brutale di anni di sacrifici lavorativi. Quello dell’allevatore è solo l’ultimo di una serie di casi simili: sono almeno otto le vittime accertate finora nella zona. Il fascicolo è stato acquisito dalla Procura della Repubblica di Isernia, che sta coordinando le indagini in collegamento con un filone principale già avviato.
L’inchiesta vede al centro un professionista del settore assicurativo, operativo tra il 2016 e il 2023 per conto di una nota compagnia quotata in borsa, già segnalato per truffa e infedele dichiarazione dei redditi. Secondo l’ipotesi accusatoria, il professionista agiva proponendo fondi di investimento e titoli, polizze vita con il marchio della propria agenzia e conti correnti personali utilizzati per incassare i premi al posto di quelli della compagnia. Il volume d’affari movimentato è impressionante: si stima che l’agente sia riuscito a raccogliere quasi cinque milioni di euro, con investimenti medi di decine di migliaia di euro per singolo cliente. Le indagini puntano ora a definire il ruolo dei due assicuratori sulmonesi, madre e figlio, che avrebbero agito in concorso con il professionista principale. I due risultano attualmente indagati con l’ipotesi di reato di truffa.
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