Spariti i turisti, restano solo operai e convegnisti

13 Novembre 2017

I dati allarmanti del Consorzio albergatori: richiesta solo di hotel antisismici Laglia: «La certificazione delle strutture ci aiuterà a recuperare clienti»

L'AQUILA. Il terremoto fa ancora paura e frena il turismo. Più che badare a costi, servizi, staff e location, i turisti mettono al primo posto la sicurezza. Prima di prenotare negli alberghi aquilani vogliono conoscere il livello antisismico della struttura.
E se i dati indicano una flebile ripresa delle prenotazioni, con un 5% in più rispetto allo scorso anno, quando si era registrato un crollo delle presenze del 25% in città e dell'80% sul Gran Sasso, il mercato continua a restare altalenante. Il turismo vacanziero, all'Aquila, non esiste più. I soggiorni negli alberghi sono legati, per lo più, alla presenze di ditte edili che arrivano da fuori regione e ai convegni universitari.
A tratteggiare il quadro è Roberto Laglia, presidente del Consorzio albergatori aquilani. «L'iniziativa della Regione», dice, «che prevede la stesura di un elenco delle strutture certificate a livello antisismico, con un sorta di bollinatura simile al fascicolo del fabbricato, consentirà agli alberghi qualificati e sicuri di avere un'attestazione pubblica».
POCHI TURISTI. Le presenze turistiche, a distanza di 8 anni e mezzo dal sisma, continuano a non salire. «Nel 2017 si è registrato un leggero incremento, dal 5 al 10%», afferma Laglia, «ma siamo ancora ben lontani dal colmare la forbice che si è creata con il terremoto del Centro Italia». Nel 2016 le prenotazioni nelle strutture alberghiere della città hanno subìto un crollo del 25%, che ha raggiunto picchi dell'80% a Fonte Cerreto. Niente turismo vacanziero, solo presenze mordi e fuggi.
SICUREZZA ANTISISMICA. «Più che parametri classici come servizi, posizione, staff e pulizia», dice Laglia, «gli utenti chiedono di conoscere, prima di una prenotazione, il grado di sicurezza sismica dell'albergo. Purtroppo, al momento, non sono stati definiti degli standard per un certificato di rischio sismico nazionale, ma il provvedimento assunto dalla Regione, con la possibilità da parte delle strutture ricettive di autocertificare i parametri antisismici, attestandoli con una perizia tecnica, garantirà l'accesso ad un albo a cui potrà far riferimento anche la clientela». Qualche albergo, come nel caso del Federico II, ha pensato di puntare tutto proprio sulla sicurezza, adottando lo slogan “Vieni all'Aquila, nell'hotel antisismico”.
PIÙ PROMOZIONE. Se il segmento del business può aiutare, secondo il Consorzio albergatori, nato lo scorso anno proprio per promuovere le strutture ricettive che operano sul territorio, «è necessario spingere di più sulla promozione». «Oltre alla riqualificazione del centro storico», dice Laglia, «serve una campagna di marketing capillare, con percorsi turistici guidati alla scoperta dei borghi limitrofi e delle bellezze storico-naturalistiche della zona. Ma anche in questo caso, il turismo sconta i ritardi nella ricostruzione pubblica di chiese, edifici storici, punti di attrazione fondamentali per una città come L'Aquila». Infine, la carenza di servizi: «La clientela chiede sicurezza, buon cibo e strutture dove praticare sport all'aperto. È indispensabile risolvere il problema di Campo Imperatore: senza la valorizzazione del Gran Sasso, non ci può essere turismo».
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