Specchio dovrà risarcire la Provincia

6 Novembre 2021

L’ex direttore condannato dalla Corte dei conti al pagamento di 150mila euro

L’AQUILA. Ammonta a 150mila euro il risarcimento che l’ex direttore generale Valter Angelo Specchio, 66 anni, dovrà versare nelle casse della Provincia dell’Aquila. Originario di Roseto, Specchio era rimasto coinvolto in un’inchiesta sulla ricostruzione post-sisma all’Aquila. Il suo nome figura anche tra quelli dell’inchiesta sugli appalti al Comune di Celano in qualità di responsabile dell’ufficio tecnico. Per l’ex direttore generale della Provincia la procura regionale aveva chiesto il pagamento di 478.357 euro. «L’azione di danno», scrivono i giudici della Corte dei conti Mario Nispi Landi (presidente), Gerardo de Marco e Paola Lo Giudice, «si fondava sulla contestazione di una lunga serie di irregolarità emerse a seguito di indagini della Guardia di Finanza. L’istruttoria si incentrava sull’affidamento di lavori pubblici per un importo di 4.783.575,13 euro ottenuto, secondo l’accusa, inducendo in errore l’Ufficio del commissario straordinario per la Ricostruzione per essere poi utilizzato a beneficio dei soggetti locatari e delle ditte incaricate dei lavori di sistemazione e adeguamento di strutture scolastiche. In sintesi nell’atto di citazione si argomentava che l’abusivo affidamento dei lavori avrebbe comportato la mancata ricerca del prezzo più vantaggioso e conveniente, con un aggravio di spesa per l'amministrazione stimabile nell’ordine del 10%». Nella sentenza emerge che Specchio era anche direttore ad interim del settore “Progettazione opere pubbliche e ricostruzione”. «Le numerose ed eclatanti irregolarità», scrivono ancora i giudici «potrebbero spiegarsi anche con l’intento di accreditarsi anche come dominus e decisore ultimo di ogni procedura». «Il servizio reso alla comunità amministrata, nel suo complesso, non soltanto è risultato inconciliabile con i canoni di trasparenza, pubblicità ed economicità imposti dalla legge, ma addirittura ha innescato una serie di complesse azioni volte a far luce sull’accaduto e a ricostruire i tortuosi e sotterranei percorsi seguiti nella gestione dei fondi pubblici per cui è causa, annullando almeno in parte i benefìci comunque ricavati dalle spese così effettuate». Il danno è stato quantificato dai giudici «pari al 3% circa degli importi impiegati contravvenendo ai canoni di corretta amministrazione e contabilità». Specchio è assistito dall’avvocato Stefano Rossi. (f.d.m.)
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