Specializzazione in pediatria «Mobilitazione contro lo scippo»

10 Ottobre 2017

Oggi dell’argomento si occuperà il comitato ristretto dei sindaci, sollecitato da Biondi Sangermano (Cisl): «Si perde un importante presidio informativo». Costantini: «Regione assente»

L’AQUILA. Levata di scudi contro la chiusura della scuola di specializzazione in Pediatria della facoltà di Medicina e chirurgia dell’Università dell’Aquila. Oggi della vicenda si occuperà il comitato ristretto dei sindaci, su sollecitazione del sindaco del capoluogo Pierluigi Biondi. Come confermato dal direttore della scuola Alberto Verrotti e dalla stessa rettrice Paola Inverardi, in questo anno accademico non verranno attivati i corsi, in previsione dell’accorpamento con la struttura gemella di Chieti. «Con le nuove normative ministeriali, relative all'accreditamento delle scuole di specializzazione», ha spiegato la rettrice, «quest'anno si è creata una gran confusione. Abbiamo lavorato di corsa e in emergenza, ma non tutto è perduto. Il corso accademico 2017-2018 della scuola di pediatria verrà attivato a Chieti, almeno per quest'anno. Poi, vedremo cosa si può fare». Secondo il segretario provinciale della Cisl, Paolo Sangermano, si tratta di «un pesante scippo al territorio, che perde un importante presidio formativo. Alla luce delle dichiarazioni rese da importanti esponenti del mondo accademico, politico e associativo, concordiamo sulla gravità del provvedimento in atto e ci rendiamo disponibili a sostenere qualsiasi iniziativa che vada nella direzione di un recupero di opportunità, dal punto di vista della formazione accademica, a favore di un territorio già pesantemente penalizzato. Non si comprendono», aggiunge Sangermano, «le motivazioni che hanno portato alla scelta di favorire Chieti, rispetto all'Aquila, nella collocazione della sede dell'unica scuola di specializzazione in pediatria che sarà presente in Abruzzo per il corso 2017-2018, se è vero che tale scelta è dettata dalla riorganizzazione imposta dal ministero della Pubblica istruzione, che tiene conto di alcuni parametri relativi a prestazioni, servizi e posti letto, vanno rideterminate le condizioni perché la facoltà di medicina dell'Aquila possa continuare ad operare con tutte le scuole di specializzazione, senza che venga intaccata in alcun modo l'offerta formativa». Di scippo parla anche il segretario di Noi con Salvini, Andrea Costantini, che paragona il presidente Luciano D’Alfonso ai Lanzichenecchi. «La problematica sorta sulla scuola di specializzazione in Pediatria», afferma Costantini, «è l'ennesima riprova di una Regione Abruzzo a due velocità. È una vergoGna il continuo tentativo di spoliazione ai danni dell'Università e della Asl aquilana. L'Aquila ha la fortuna di ospitare una unità di terapia intensiva neonatale di altissima qualità e la sua scuola andrebbe difesa con i denti. Un governo regionale efficiente proverebbe in ogni modo a sostenere l'Ateneo e lo sviluppo delle sue potenzialità. Portare a Chieti la scuola di specializzazione sarebbe inoltre un danno ingente al territorio, che verrebbe privato di una importantissima realtà di formazione e canalizzazione delle eccellenze abruzzesi».
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