Spedizione punitiva contro il ladro

Lo accusa di avergli rubato nella macchina e lo aspetta con un amico sotto casa per farsi giustizia
SULMONA. Si appostano nel quartiere e aspettano che il vicino, ritenuto l’autore di un furto su un’auto nei giorni scorsi, torni a casa per farsi giustizia da soli. Scoppia una lite e arrivano i carabinieri. È ancora il “quartiere degli incendi” al centro della cronaca cittadina. Tutto è iniziato, come detto, dal furto con scasso su una Bmw 320 in uso a un giovane di Pratola Peligna. In quella circostanza, oltre al danneggiamento con il finestrino mandato in frantumi a colpi di martello, era stata rubata anche la borsa all’interno, con i documenti e circa duemila sterline (grossomodo 2.300 euro, ndc). Dopo aver denunciato il fatto in commissariato, il proprietario dell’auto insieme a un amico ha avviato indagini personali, arrivando alla conclusione che l’autore del furto era un residente delle palazzine Ater di viale XXV Aprile. Così, quando i due amici hanno visto arrivare il presunto autore del furto, lo hanno affrontato di petto chiedendogli la restituzione del maltolto. Alla risposta negativa del presunto ladro, è scoppiata una lite sedata solo dall’arrivo dei carabinieri, che hanno identificato i protagonisti e raccolto le testimonianze. Una vicenda che ripropone l’urgenza di dotare il quartiere di un impianto di videosorveglianza, come i residenti chiedono da anni. «Un incontro col prefetto è stato già formalmente chiesto», afferma il portavoce del comitato di quartiere Alessandro Ferrini, «ora esigiamo che anche la Procura e le forze dell’ordine si adoperino per mitigare questi fenomeni».
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