Spunta il video dell’accoltellatore: ha sferrato il fendente al coetaneo

Emergono altri dettagli sulla maxi rissa tra giovanissimi a Campo di Pile
L’AQUILA. Spunta un video a inchiodare l’accoltellatore. È quello finito nelle mani degli inquirenti, chiamati a ricostruire quanto accaduto tre giorni fa in un piazzale di Campo di Pile e ad attribuire le relative responsabilità penali in merito alla condotta di ognuno dei partecipanti della maxi rissa tra stranieri, poi finita a coltellate. Le telecamere che puntano sul piazzale pare infatti che abbiano ripreso con chiarezza i momenti concitati dello scontro, compreso quello in cui si vede un giovane sferrare un fendente contro la sagoma di un coetaneo.
Sarebbe lui, un sedicenne di nazionalità macedone, il soggetto poi fermato poche ore dopo i fatti, ora accusato di rissa aggravata e tentato omicidio. Altri tredici giovanissimi sono stati invece a loro volta denunciati per aver preso parte alla zuffa, contribuendo così ad alimentarne il livello di scontro. Alcuni di loro, al termine della colluttazione, si erano subito allontanati nel tentativo di far perdere le proprie tracce, salvo poi essere rintracciati a stretto giro in zona Coppito da carabinieri e Guardia di finanza.
Addosso avevano due coltelli da cucina – subito sequestrati – con i giovani a loro volta identificati e denunciati. Non si esclude, tuttavia, che proprio dall’analisi dei filmati la posizione di qualcuno dei tredici finora identificati possa aggravarsi, né che all’elenco dei partecipanti possano a breve aggiungersene altri, sfuggiti alle prime pattuglie della squadra Volante che hanno fatto capolino in quel piazzale nell’immediatezza dei fatti.
Ad affrontarsi, intorno alle 17 di giovedì, sono stati almeno una quindicina di giovani stranieri, tutti minorenni, poi abbandonatisi a una zuffa a calci e pugni terminata soltanto dopo che sono saltati fuori i coltelli, infine utilizzati per “risolvere” la contesa. Il bilancio complessivo è stato di cinque ragazzi bisognosi di cure mediche, tra contusi, traumatizzati e feriti da arma da taglio. Oltre a un giovane a cui è stata riscontrata una frattura cranica, il più grave – un 17enne di origini egiziane – ha invece riportato la perforazione di un polmone, con i medici che lo hanno poi dichiarato fuori pericolo. La prognosi è di 40 giorni.
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