Spunta una cripta dalla chiesa di San Sisto

11 Novembre 2023

Ritrovata durante i lavori di restauro. L’ipotesi è che sia stata realizzata per le reliquie di Sant’Anza

L’AQUILA. Nascosta per decenni sotto la pavimentazione della chiesa di San Sisto, una cripta forse di epoca medievale è tornata alla luce durante i lavori di consolidamento e restauro dell’edificio. Il locale ipogeo (chiuso negli anni Sessanta per permettere un ampliamento della chiesa) aveva con ogni probabilità uno scopo devozionale e potrebbe essere stato realizzato in epoca medievale per custodire le reliquie di Sant’Anza, da cui il quartiere trae il nome. La suggestiva ipotesi è di Vladimiro Placidi, ex assessore e esperto di architettura e beni culturali.
LA SCOPERTA
«Durante i lavori di consolidamento e restauro della chiesa di San Sisto, nei pressi del palazzo Rivera e sulla strada per il convento di San Giuliano, a seguito dello smantellamento pavimentale sono emersi, vicino all’altare maggiore, due ingressi opposti che conducono nel piano inferiore» spiega Placidi. «Già la loro individuazione pavimentale identifica un ipogeo devozionale».
GLI AFFRESCHI
La chiesa aveva riservato sorprese già in un precedente restauro. «Una scarnificazione dell’intonaco parietale aveva fatto emergere una serie di frammenti di affreschi di diverse epoche dal XIII al XIV secolo sia sulle pareti laterali che nella parte presbiteriale», continua Placidi.
LA CRIPTA
«La scoperta di una cripta devozionale architettonicamente sotto forma di corridoio lineare sub altare con due ingressi, uno per l’entrata e l’altro per l’uscita, e con uno spazio centrale per la conservazione e la devozione delle reliquie, peraltro non più presenti, apre uno scenario di estremo interesse. Questo tipico ipogeo a soluzione spesso anulare, a corridoio con volta a botte e sotto altre forme architettoniche si sviluppa e si concentra, secondo gli studi più recenti, tra il IX e il XII secolo», spiega Placidi, che si chiede: «Preso atto che è alquanto impossibile la presenza di reliquie appartenenti ad un Sisto Papa e martire in quanto sono conosciute le loro sepolture e i loro corpi conservati altrove, a chi appartengono allora le reliquie una volta presenti nella cripta?».
L’IPOTESI DI SANT’ANZA
«Le monofore posteriori della chiesa di San Sisto e l’apparato costruttivo della faccia interna del presbiterio, indicano il periodo dell’ultimo trentennio del XII secolo quale momento ricostruttivo che trasformò la chiesa in coincidenza con l’inurbamento degli abitanti della Rocca di Sant’Anza», conclude l’ex assessore. «In quella data è possibile che alcune reliquie della Santa, veicolate dal potere vescovile di Rieti, fossero depositate nell’ipogeo appositamente costruito per valorizzarne il culto».