Stadio dei Pini, il degrado corre in pista

Corsie e attrezzature dimenticate, le società d’atletica invocano lavori. Il Comune: «300mila euro, presto nuovi spogliatoi»
AVEZZANO. Allo stadio dei Pini di Avezzano c’era una volta una bella pista di atletica, un anello sul quale aveva corso anche Pietro Mennea, il più grande velocista di sempre nella storia dell’atletica leggera italiana. Ma dopo 25 anni di quel bell’impianto restano solo i ricordi. Oggi i fruitori della struttura devono fare i conti con strutture in condizioni a dir poco pietose.
Ma a riaccendere una mezza speranza è la notizia arrivata ieri dal Comune: la giunta ha approvato il progetto definitivo per l’intervento di manutenzione straordinaria degli spogliatoi dello stadio dei Pini. Si tratta di una spesa di 300mila euro, mirata a eliminare i disservizi causati dalle numerose criticità riscontrate. Si interverrà sia sull’impiantistica che nei servizi igienici, così come sul sistema di riscaldamento che si presenta in pessime condizioni ed è obsoleto.
Soddisfazione in proposito ha espresso l’assessore allo Sport, Crescenzo Presutti. «È necessario un intervento radicale, in modo che si ottimizzino anche i consumi, così che l’intero stabile verrà reso perfettamente funzionale», afferma Presutti, «un impegno per dare decoro a una struttura frequentata da tantissime persone».
Ecco, una struttura frequentata da tantissime persone che vedono abbandonata al proprio destino la pista di atletica e le pedane dei salti e dei lanci. La pista, realizzata 25 anni fa, presenta un’usura accentuata in particolare nella corsia più interna, quella maggiormente battuta per le medie e lunghe distanze. Il tessuto si è lacerato in più punti, mostrando impietosamente i segni del tempo e della totale assenza di manutenzione. Eppure, ci sono ancora alcune società che un po’ per una scelta obbligata e altrettanto per necessità economiche, tentano ancora di utilizzare ciò che resta. Una di queste è l’Academy di Francesco Antinelli, ex atleta di buon livello e istruttore nel settore dei salti e dei lanci. È sconfortato Antinelli: «Insieme ad alcuni nostri tesserati, a frequentare lo stadio dei Pini ci sono anche i ragazzi dell’Usa, quelli della Runners e quelli del gruppo delle Donne di corsa, ma a volte vengono anche i ragazzi delle scuole, però manca tutto e oltre alla pista non possiamo utilizzare né la pedana per i salti, non c’è persino la sabbia nella buca, né quella per il salto in alto perché non esiste più il saccone».
Alcuni atleti di buon livello sono costretti a “emigrare” a Teramo per allenarsi.
Qualche tempo fa, la presidentessa della Fidal abruzzese, Concetta Balsorio, si era data da fare per reperire i fondi necessari a coprire un progetto iniziale che prevedeva addirittura l’allargamento della pista, portandola dalle attuali sei, alle otto corsie regolamentari, e la pratica era partita col piede giusto, come conferma la stessa responsabile regionale: «Erano i tempi dell’amministrazione Di Pangrazio e con la collaborazione del dirigente comunale Massimo De Santis riuscii ad avviare la pratica per l’importo di 1 milione 400mila euro, con un finanziamento del Credito sportivo. E tutto stava andando a compimento senza intoppi, al punto che il 13 gennaio 2018 l’intera cifra era disponibile nelle casse comunali, ma con l’avvento della nuova amministrazione il mio progetto è stato riposto nel cassetto e non se ne è fatto più nulla». Intanto, i ragazzi che ancora frequentano ciò che resta del glorioso impianto corrono quotidianamente il rischio di farsi male, perché ci sono buche dappertutto e anche il solo allenarsi mette a repentaglio l’incolumità fisica dei praticanti.
La struttura viene utilizzata anche dal gruppo Briganti d’Abruzzo Triathlon presieduta dall’avvocato Liberato Taglieri: «Tutti gli utenti sono danneggiati, un bacino come quello marsicano non può avere strutture fatiscenti. Non solo si impedisce la fruizione agli amatori ma anche ai ragazzi che quotidianamente si allenano. È il momento di porre la giusta attenzione sul problema. Sono convinto che l’amministrazione saprà essere sensibile all’argomento e le iniziative finora intraprese vanno in questa direzione».
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