Stadio per lo sci di fondo: il Comune ferma i lavori

Prima vittoria degli ambientalisti, il sindaco Di Ciccio ammette l’errore tecnico L’opera è cominciata senza attendere i 30 giorni per ricevere le osservazioni
ROCCA DI MEZZO. Sono stati sospesi i lavori per la realizzazione dello stadio per lo sci di fondo ai Piani di Pezza. Il provvedimento è stato assunto dallo stesso Comune di Rocca di Mezzo, in attesa che trascorrano 30 giorni dalla pubblicazione della valutazione di incidenza ambientale Vinca, avvenuta lo scorso 21 luglio, per avanzare eventuali osservazioni al progetto. Soddisfatto il Wwf Abruzzo, che due giorni fa ha presentato un esposto, e le altre associazioni ambientaliste contrarie all’opera.
Il sindaco Mauro Di Ciccio ribadisce: «Abbiamo tutte le autorizzazioni necessarie, rilasciate in sede di conferenza dei servizi, compresa la Vinca. Per un errore tecnico è stata pubblicata in ritardo, il 21 luglio, e quindi abbiamo deciso di sospendere i lavori, per attendere eventuali osservazioni all’intervento, come prevede la legge. Se arriveranno, siamo pronti a rispondere punto per punto».
Lo stadio del fondo consiste in un anello di circa 800 metri, con annesso bacino artificiale, è stato finanziato con poco più di un milione di euro, proveniente dal fondo complementare del Pnrr, ed è stato voluto dal Comune di Rocca Di Mezzo per arricchire l’offerta turistica della zona, all’interno del Parco Regionale Sirente-Velino. Il bacino di raccolta, che insiste su una vecchia cava di inerti, sarà utilizzato, in caso fosse necessario, per l’innevamento artificiale con cannoni mobili, ma anche come riserva di acqua per la fauna selvatica e per le attività antincendio. Gli ambientalisti però temono «compromissioni paesaggistiche» dell’area. «Dopo una prima segnalazione con osservazioni sul progetto e sull’iter seguito”, scrive il Wwf Abruzzo, «il 27 luglio abbiamo presentato un esposto per richiedere la sospensione del cantiere per un evidente errore procedurale. Purtroppo però i lavori, senza neppure attendere i giusti tempi amministrativi, erano stati avviati con una prima compromissione della naturalità del luogo ed è stata necessaria la reazione delle associazioni affinché le istituzioni si accorgessero di quanto stava avvenendo. Ma al di là della correttezza degli iter amministrativi», prosegue l'associazione, «restano tutte le criticità per l’impatto che le opere in progetto possono arrecare ad habitat e specie tutelati dai Siti Natura 2000 presenti sui Piani di Pezza: criticità che il Wwf Abruzzo ha dettagliatamente segnalato nelle osservazioni inviate». Il Wwf si chiede«cosa accadrà se il progetto dovesse essere rimodulato in base alle osservazioni che si riceveranno: sui lavori già fatti cosa si potrà chiedere se non il ripristino dei luoghi?».
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