Stalking e colpi di scopa alla cognata

18 Ottobre 2019

Condannata a sei mesi una donna accusata di avere disturbato più volte la sessantenne, poi finita al pronto soccorso

L’AQUILA. Le violenze in famiglia non hanno limite: nei giorni scorsi c’è stata anche una condanna per stalking ai danni di una sessantenne da parte della cognata, una donna di 58 anni.
Alla donna il giudice onorario Marfisa Luciani ha inflitto sei mesi di carcere (benefici di legge) alla donna A.U. per gli atti persecutori in relazione a un caso singolarissimo nella sua gravità.
Le molestie contestate commessi ai danni della cognata sono di ogni natura a cominciare dalle offese con parole irripetibili. Inoltre trovandosi sul balcone della propria abitazione, non lontana a quella della donna, le tirava contro escrementi di animali, residui di cibo minacciando di tirarle un vaso di fiori. In altre occasioni l’imputata avrebbe colpito la parte civile ripetutamente con il manico di scopa cagionandole ferite non gravi in più parti del corpo.
Attraverso questi comportamenti, che comunque risalgono ad alcuni anni fa, l’imputata secondo le tesi del pubblico ministero sostenute anche dalla parte civile rappresentata dall’avvocato Paolo Buttari, ha causato nella 60enne un perdurante stato di ansia e paura ingenerando anche il fondato timore per la propria incolumità costringendola a modificare le abitudini di vita «attuando una condotta di intollerabile molestia».
Proprio questo comportamento forma la fattispecie egli atti persecutori. Il giudice monocratico onorario, infine, ha assolto l’imputata dall’accusa di violenza privata consistente nel parcheggiare l’auto dinanzi al cancello dell’abitazione.
Il giudice ha inoltre previsto un risarcimento che verrò stabilito in separata sede. Gli atti persecutori sarebbero durati quasi tre anni. Il caso, comunque, è vicino alla prescrizione.
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